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Dati Istat
08 Aprile 2026 - 19:30
L’Italia continua a distinguersi tra i Paesi con la maggiore aspettativa di vita al mondo. Secondo l’ultimo report Istat, l’età media ha raggiunto gli 83,4 anni, un dato superiore alla media europea. Un traguardo importante, frutto di decenni di progressi in ambito sanitario e sociale.
Alla base di questo risultato c’è soprattutto il netto miglioramento delle condizioni di vita e il drastico calo della mortalità infantile, oggi tra i più bassi a livello globale. Se nell’Ottocento si registravano circa 230 decessi ogni mille nascite, oggi il dato è sceso a appena 2,7 per mille. Un cambiamento reso possibile da migliori standard di igiene, alimentazione, diffusione dei vaccini e sviluppo della medicina moderna.
Un altro elemento chiave è il crollo della mortalità legata alle malattie infettive, ormai ridotta a livelli molto bassi rispetto al passato. Anche patologie legate all’apparato respiratorio e digerente hanno visto un calo significativo dei decessi negli ultimi decenni.
Questi fattori hanno contribuito a un progressivo aumento della longevità, rendendo l’Italia uno dei Paesi più “anziani” ma anche più longevi del pianeta.
Dietro questi numeri positivi si nasconde, però, una criticità crescente. Con l’aumento dell’età media, si registra anche una forte diffusione delle malattie cronico-degenerative.
I tumori rappresentano oggi il 26,3% dei decessi, mentre le malattie cardiovascolari arrivano al 30%, percentuali nettamente superiori rispetto al passato. Questo significa che, se da un lato si vive più a lungo, dall’altro aumentano gli anni trascorsi con problemi di salute.
Non a caso, l’aspettativa di vita in buona salute si è ridotta fino a circa 58 anni, il livello più basso degli ultimi quindici anni.
A complicare il quadro contribuiscono anche altri fattori come la crescita dell’obesità e le difficoltà nell’accesso alle cure. Tutto ciò incide sulla sostenibilità del sistema sanitario, soprattutto per quanto riguarda la gestione della non autosufficienza, che ha ormai superato i 30 miliardi di euro annui.
Il quadro che emerge è, quindi, complesso: l’Italia vive più a lungo, ma deve affrontare nuove sfide legate alla qualità della vita e alla gestione delle patologie legate all’età avanzata. Un equilibrio delicato, che richiederà interventi mirati per garantire non solo più anni di vita, ma anche più anni vissuti in buona salute.
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