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La guerra dell'aerospazio
11 Gennaio 2024 - 12:50
Torna in bilico il destino di 660 lavoratori della Microtecnica di Torino, l'azienda di meccanica di precisione che lavora nientemeno che per il Pentagono degli Stati Uniti. La proprietà, infatti, ha deciso di fare ricorso contro la decisione del governo Meloni di bloccare la cessione al colosso francese Safran.

A riferirlo è il sindacato Uilm, al termine di un incontro tenutosi questa mattina all'Unione Industriale di Torino. “Oggi l'azienda ha manifestato l'intenzione di ricorrere contro il golden power esercitato dal Governo. Qualunque scenario si verifichi, per noi la priorità è salvaguardare l'occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori” dichiarano il funzionario responsabile Microtecnica, Aniello Montella, e il funzionario Uilm Alberto Coalova. Di fatto, l'iter del ricorso dovrebbe durare circa sei mesi e la proprietà dell'azienda di piazza Graf a Torino ha confermato l'intenzione di vendere a Safran.
Fondata nel 1929, durante il secondo conflitto mondiale l'azienda aveva prodotto bussole, giroscopi e altri strumenti di precisione per l'industria aeronautica e bellica. Dopo un periodo di produzione anche per il settore cinematografico, da una decina d'anni la società è di proprietà di Collins Italy, divisione italiana del colosso dell'aerospazio americano: in piazza Graf c'è la sede della progettazione, cui si aggiungono gli stabilimenti di Luserna San Giovanni e di Brugherio, in Lombardia. L'attività si sviluppa in progettazione, qualifica, produzione e supporto post vendita per sistemi di attuazione per comandi di volo primari e secondari, valvole motore, sistemi di controllo termico ed equipaggiamenti spaziali. Tra i clienti, la Lockeed Martin per i suoi aerei civili e militari e il Pentagono.

Negli scorsi mesi, però, la Collins ha annunciato l'intenzione di cedere l'attività alla francese Safran, multinazionale del valore di 24 miliardi di euro. A seguito dei timori dei sindacati, il governo ha esercitato la cosiddetta opzione del "golden power", che significa il potere di bloccare una vendita di quelle realtà produttive che possono essere considerate strategiche per il Paese. Una dura presa di posizione che, a suo tempo, aveva sollevato le perplessità, per esempio, della Fiom: la golden power serve normalmente a tutelare aziende italiane, mentre l'ex Microtecnica "è americana da oltre dieci anni".

“Nei prossimi mesi – sottolineano ancora Montella e Coalova – sarà fondamentale monitorare l'evoluzione della vicenda, anche sulla base di quanto verrà stabilito dopo il ricorso. Microtecnica deve rimanere una realtà strategica per l'aerospazio torinese”. Al momento, Microtecnica impiega 450 lavoratori a Torino, 90 a Luserna San Giovanni e 120 a Brugherio.
Edi Lazzi, Segretario Generale della Fiom Cgil di Torino, dichiara: “Quali sono le ragioni di questa scelta inaspettata da parte del governo italiano? Chi se ne sta occupando? Quali possono essere le conseguenze industriali e occupazionali di questa decisione del governo Meloni sul futuro degli stabilimenti italiani? Adesso le lavoratrici e i lavoratori sono in mezzo al guado. Microtecnica è un’azienda sana e profittevole e non è serio che il ministro della difesa Crosetto e la premier Meloni non spieghino questa scelta che può avere significative ricadute economiche sul territorio lombardo e piemontese. Per questa ragione sollecitiamo una rapida convocazione dal parte del ministero perché è necessario avere delle risposte e chiarezza su questa vicenda”.
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