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A Torino ci sono due dettagli nascosti da oltre 2000 anni ma molti non lo sanno

Una deformazione impressa da una mano romana e l’impronta di un cane: tracce rare conservate nei resti archeologici

A Torino ci sono due dettagli nascosti da oltre 2000 anni ma molti non lo sanno

Le Porte Palatine, tra i simboli architettonici più riconoscibili di Torino, sono spesso osservate senza che se ne colgano alcuni elementi meno evidenti ma di grande interesse storico

Le Porte Palatine, tra i simboli architettonici più riconoscibili di Torino, sono spesso osservate senza che se ne colgano alcuni elementi meno evidenti ma di grande interesse storico. L’area, parte dell’antico insediamento romano di Julia Augusta Taurinorum, conserva infatti testimonianze materiali che risalgono a oltre 2.000 anni fa.

L’area, parte dell’antico insediamento romano di Julia Augusta Taurinorum, conserva infatti testimonianze materiali che risalgono a oltre 2.000 anni fa

Accanto alla struttura principale, sulle mura perimetrali che circondavano l’accesso alla città, è presente un particolare spesso ignorato anche da chi frequenta abitualmente la zona. Su uno dei laterizi originari si trova una deformazione del mattone, non dovuta a usura né a danneggiamenti successivi. Le analisi archeologiche indicano che il segno è stato prodotto da dita umane inserite nell’argilla quando il materiale era ancora fresco, prima della cottura o dell’indurimento definitivo. Si tratta di una traccia diretta delle tecniche edilizie romane e del lavoro manuale che caratterizzava la produzione locale dei mattoni.

Su uno dei laterizi originari si trova una deformazione del mattone, non dovuta a usura né a danneggiamenti successivi

Spostandosi di pochi metri verso via XX Settembre, un ulteriore elemento testimonia la vita quotidiana dell’epoca romana: su un frammento di pavimentazione antica è visibile l’impronta di un cane. Il segno venne lasciato probabilmente durante il processo di essiccazione dell’argilla, quando l’animale attraversò l’area di lavoro degli artigiani. Per gli archeologi, si tratta di una traccia significativa non solo per la sua unicità, ma anche perché conferma la frequente presenza di animali domestici nelle aree urbane già in epoca romana.

Spostandosi di pochi metri verso via XX Settembre, un ulteriore elemento testimonia la vita quotidiana dell’epoca romana: su un frammento di pavimentazione antica è visibile l’impronta di un cane

Questi due dettagli, la pressione delle dita sull’argilla e l’orma canina, offrono una testimonianza concreta della vita nella Torino romana, integrando quanto già noto dalle fonti storiche e dagli scavi condotti nell’area. Le Porte Palatine rappresentano dunque non solo un monumento architettonico di epoca imperiale, ma un complesso capace di conservare microtracce che permettono di ricostruire le attività, le abitudini e il contesto quotidiano della città antica.

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