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Capodanno
02 Gennaio 2026 - 05:14
«Torino cambia, sta cambiando, restando fedele alla sua identità». E cambierà ancora, sembra voler dare per implicito il sindaco di Torino Stefano Lo Russo nei suoi auguri ai cittadini torinesi consegnati ai suoi canali social, poco prima di prendere parte alla lunga notte di musica e festa all’Inalpi arena, con “Torino Time”, il concerto che ha salutato ufficialmente il 2025, e accolto il 2026 (seppur timidamente, con un pubblico che si è infoltito solo col passare delle ore).
La prospettiva Lo Russo
«La fine dell’anno è un momento speciale. Ci fermiamo un attimo, guardiamo a quello che è stato e pensiamo a ciò che vogliamo costruire», spiega il sindaco. E nel farlo, rivendica il lavoro della sua amministrazione, portato avanti «con il massimo impegno, con tanta serietà, sobrietà, concretezza e tanto pragmatismo», dice. Torino, secondo il primo cittadino, colpisce chi la visita per bellezza ed eleganza: «E allora l'auspicio è che ognuno di noi possa sentirsi davvero orgoglioso di questo risultato, di Torino, della sua città, per ciò che è stata e per ciò che sta diventando - continua il sindaco - Il 2026 sarà un anno molto importante per la città, in cui i tanti progetti che come amministrazione abbiamo realizzato in questo 2025 prenderanno forma».
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Un clima già elettrico
Un anno che si prefigura anche come impegnativo e ricco di tensioni. Mentre all’Inalpi poco meno di 13mila torinesi e non ballavano sulle note di Bambole di Pezza, Beba, irossa e Planet Funk, in Vanchiglia e in centro - in particolare a piazza Vittorio - lo “show” era ben diverso. Con qualche migliaio di giovani che si erano dati appuntamento per la “street parade” organizzata dal centro sociale Askatasuna, finita con - al posto dei classici cotillons - idranti, e quattro agenti feriti. «E’ un momento di tensione, come Torino ne ha attraversati altri», aveva ammesso Lo Russo a margine della conferenza stampa di fine anno con la sua giunta. Nelle ultime due settimane, a seguito dello sgombero dello stabile di corso Regina 47 (il 18 dicembre), il clima è da guerra fredda. E gli scontri (ulteriori) sono dietro l’angolo. E forse è per questo che il sindaco conclude il suo messaggio-riflessione di fine anno augurano ai torinesi «serenità, sviluppo e pace» e che quest’anno «ci accompagni nel costruire una Torino sempre più giusta, viva e capace di guardare al futuro con fiducia», dice. E che sarà diversa qualche avvisaglia c’è: in fondo quello che è appena passato è stato un anno che ha intaccati alcuni dei simboli più conflittuali della città: la demolizione della Gondrand, un progetto per le piscine Sempione, infine (e non da meno), i sigilli su Aska.
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