Cerca

La caduta del dittatore

Maduro in cella, Torino esplode di gioia: "Ora il Venezuela è libero"

Manifestazione nel cuore della città dopo la cattura del dittatore a Caracas. Le voci della comunità piemontese tra la gioia per la svolta e l'incertezza sul controllo militare del Paese

Maduro in cella, Torino esplode di gioia: "Ora il Venezuela è libero"

Soltanto ventiquattr’ore fa le immagini dei contestatori che bruciavano la bandiera degli Stati Uniti facevano il giro del mondo, simbolo di una tensione arrivata al punto di rottura; oggi, invece, Piazza Castello si è trasformata nel palcoscenico della festa e della speranza del popolo venezuelano. Erano le 16 di oggi quando il cuore di Torino si è tinto dei colori giallo, blu e rosso della bandiera venezuelana. Una manifestazione carica di emozione e significato politico, indetta per celebrare quello che molti sperano sia l’atto finale di un regime ultraventennale. La folla, composta da centinaia di esuli e cittadini torinesi, si è radunata in un clima di commozione collettiva proprio mentre la notizia che ha scosso il mondo nelle ultime ore diventava realtà: Nicolás Maduro è stato trasferito in un carcere di Brooklyn, a New York, a seguito di settimane di crescenti pressioni internazionali, culminate negli attacchi della notte tra venerdì e sabato e nella sua successiva cattura a Caracas.

Sotto l’ombra di Palazzo Madama la gioia si mescola al ricordo del dolore profondo di un popolo martoriato. "Sono ancora sotto shock per quello che sta succedendo", dichiara Anna, residente a Torino da sette anni. "Sono felicissima, perché prima di arrivare qui ho vissuto veramente la fame e tante cose brutte". Il racconto delle sofferenze passate diventa il manifesto di una piazza che chiede dignità. Sulla questione delle risorse energetiche, tema centrale nel dibattito internazionale, la comunità è netta e non accetta compromessi: "A noi non interessa il petrolio", incalza Anais Requena. "Per 25 anni lo hanno avuto loro e non hanno dato nulla al Venezuela, se non miseria e distruzione". Per i manifestanti, la ricchezza del sottosuolo è stata per troppo tempo la maledizione di una nazione che ha visto svanire i propri diritti fondamentali in nome del profitto di pochi.

La causa venezuelana ha trovato una sponda importante nelle istituzioni piemontesi, segno di un legame indissolubile tra la città e la folta comunità sudamericana. Maria Requena, presidente dell’Associazione dei venezuelani in Piemonte, ha sottolineato il calore ricevuto dalla cittadinanza durante queste ore frenetiche: "Gli italiani che sostengono la nostra libertà sono molti e abbiamo ricevuto messaggi di solidarietà significativi, come quello inviato dal Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Davide Nicco". La presenza di rappresentanti locali in piazza ha dato forza a chi, per anni, ha urlato la propria richiesta di aiuto nel silenzio della diplomazia internazionale.

Nonostante la cattura del leader, il quadro politico rimane estremamente fragile e il rischio di un vuoto di potere è concreto. Definire "liberazione" quanto avvenuto il 3 gennaio è comprensibile sul piano emotivo, ma fuorviante su quello strettamente politico. Si tratta, nei fatti, dell’inizio di una transizione incompleta e ancora pericolosa, dove la legittimità popolare non coincide ancora con il potere effettivo sul campo. Mentre Delcy Rodríguez ha assunto la presidenza ad interim per garantire una parvenza di continuità amministrativa, il regime sembra mantenere ancora il controllo degli apparati armati e delle milizie parallele. 

Mentre il sole cala su Piazza Castello, i cori non si fermano. La strada verso una democrazia reale appare ancora tortuosa e piena di incognite geopolitiche, ma stasera Torino ha scelto di stare dalla parte di chi, dopo decenni di ombre, torna finalmente a guardare al futuro senza paura.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.