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il ritorno in classe
07 Gennaio 2026 - 15:40
Il rientro a scuola degli alunni di Vanchiglia nell'area sgomberata da Askatasuna
Un rientro a scuola "blindato" quello di stamattina, mercoledì 7 gennaio, per i bambini degli istituti scolastici di Vanchiglia. Il quartiere dall'alba del 18 dicembre è presidiato dalle forze dell'ordine dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita 47. Dopo Capodanno, alcune transenne sono state rimosse e la zona somiglia adesso un po' meno ad un checkpoint militare. Tuttavia, la normalità non c'è ancora, visto che nell'area pedonale di via Balbo i carabinieri del Battaglione fermavano (come da prassi dopo lo sgombero e i sigilli ad "Aska") diversi passanti chiedendo informazioni su dove stessero andando. «Andate a scuola? Bene, passate pure», la frase ripetuta spesso dai militari ai genitori. Nella giornata di ieri, alcune famiglie di Vanchiglia e il comitato genitori dell'istituto Gino Strada hanno inviato una lettera al prefetto Donato Cafagna esprimendo "preoccupazione per la sicurezza dei figli e per il clima che circonda la zona dopo lo sgombero di Askatasuna". Questa mattina, gli animi non erano dei più tranquilli. «Speriamo che questa situazione finisca il prima possibile. Tuttavia, almeno i ragazzi sono tornati a scuola. Si stava peggio nei giorni dello sgombero, quando non sapevamo dove portare i nostri figli perché gli istituti erano chiusi», bisbiglia una mamma. C'è chi la prende sul ridere: «La polizia è ancora qui perché forse i bambini vogliono occupare Askatasuna invece di tornare a scuola?», si domanda un'altra mamma. Passa una signora: «Non ho mai visto l'area pedonale di via Balbo così pulita. Spero che le forze dell'ordine non se ne vadano più». Dunque, non proprio tutti sono contrari alla "militarizzazione".

«Sarebbe meglio avere il quartiere libero, ma capisco le esigenze di sicurezza», afferma Oscar Eugenio Maroni, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Gino Strada che questa mattina era a colloquio con le forze dell'ordine mentre i bambini entravano nell'edificio di via Buniva 19, dove c'è l'elementare. «La lettera dei genitori al prefetto? La scuola è uno spazio democratico - aggiunge il dirigente - ed esiste il consiglio d'istituto nel quale discutere di certe questioni».
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