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«Acca Larenzia, ora basta odio». L'iniziativa nelle scuole superiori

Ma a Roma gli attivisti di Gioventù Nazionale vengono aggrediti con le spranghe da una ventina di facinorosi

«Acca Larenzia, ora basta odio». L'iniziativa nelle scuole superiori

«Acca Larenzia, ora basta odio». L'iniziativa nelle scuole superiori

Una campagna di volantinaggio tra gli studenti delle scuole in occasione della celebrazione per i martiri di Acca Larenzia. E’ l’iniziativa messa in pratica ieri mattina a Torino da Gioventù Nazionale, i cui attivisti hanno fatto volantinaggio tra i ragazzi delle superiori. «Vogliamo l’istituzione di un percorso di educazione civica sulla violenza politica e sugli anni di piombo», ha spiegato Gioventù Nazionale Torino. A Roma il 7 gennaio 1978, uscendo dalla sezione del Msi di via Acca Larenzia (nel quartiere Tuscolano della Capitale), Franco Bigonzetti, 19 anni, e Francesco Ciavatta, 18 anni, venivano assassinati da un commando terrorista di estrema sinistra. Nelle ore successive perdeva la vita anche Stefano Recchioni, 19 anni, colpito a morte da un carabiniere durante le proteste seguite all’attentato. Per i militanti di Gioventù Nazionale «l’attualità italiana restituisce oggi un quadro preoccupante: esistono ancora frange che rifiutano il confronto e scelgono la violenza e la demonizzazione dell’avversario, alimentando un clima che richiama pericolosamente le dinamiche degli anni ‘70, normalizzando slogan come “uccidere un fascista non è reato”. Da qui - concludono - nasce l’urgenza della nostra proposta. Fare in modo che, già dalle scuole superiori, gli studenti siano consapevoli delle conseguenze di un clima d’odio politico».

Ma se il volantinaggio a Torino è filato liscio, ben diverse sono andate le cose a Roma, la città della strage di Acca Larenzia: quattro attivisti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti da un gruppo di almeno venti persone con spranghe e aste, venendo presi di mira nelle vicinanze di un supermercato di via Tuscolana. Le violenze sono avvenute mentre i militanti stavano affiggendo dei manifesti relativi alla commemorazione della strage. Secondo quanto ricostruito dalla Digos romana, che indaga sull'accaduto, i quattro sarebbero stati avvicinati da un gruppo di estremisti di sinistra e poi picchiati, con gli aggressori che si sono allontanati prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. «Denunciamo una gravissima aggressione a quattro militanti di Gioventù Nazionale Roma, avvenuta ad opera di un commando di più di venti professionisti dell'odio politico, muniti di coltelli e persino di radio per comunicare senza intercettazioni», ha dichiarato Francesco Todde, il presidente di Gioventù Nazionale Roma.

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