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20 Gennaio 2026 - 07:40
Dopo il successo del 2025, che ha segnato un deciso rilancio del format, quest’anno Cioccolatò cresce su più fronti, non mancano le approvazioni dei principali attori che hanno seguito l’organizzazione dell’evento. «Abbiamo deciso di ingrandire l'area espositiva chiudendo l'intera piazza, ospitando circa 70 produttori, di cui oltre il 40% provenienti da fuori regione», spiega Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino. «Si tratta di un evento di portata nazionale e internazionale, ma con criteri molto rigorosi: ogni espositore deve produrre ciò che presenta, valorizzando le eccellenze del nostro territorio. Accanto al gusto, puntiamo anche sulla cultura, lo spettacolo e l'educazione dei più piccoli, con laboratori nella Fabbrica del Cioccolato per far vedere il lavoro degli artigiani e stimolare la nascita di nuovi talenti. Creare nuovi artigiani è una delle nostre missioni, e quest’anno vogliamo fare ancora meglio, investendo in professionalità e dedizione.
«Anche la Regione sottolinea l'importanza dell'evento. La manifestazione non è solo un evento gastronomico, ma un’opportunità di promozione del territorio e delle sue eccellenze culturali e artigianali», spiega Andrea Tronzano, assessore al Bilancio e allo Sviluppo delle attività produttive.
Domenico Carretta, assessore ai Grandi Eventi della Città di Torino, sottolinea l'entusiasmo e la strategia dietro la nuova edizione: «Torna un grande evento, una nuova ri-edizione, una ri-edizione che abbiamo voluto, su cui abbiamo scommesso tutti, con la Regione, con Camera e con le associazioni di categoria. Volevamo restituire al cioccolato la sua veste originale, sia per quanto riguarda la location, Piazza Vittorio, sia per quanto riguarda il territorio. Il primo step è stato positivo, ci ha confortato nella scelta e ci ha spinto a migliorare ancora di più questa edizione, che sarà sicuramente arricchita di appuntamenti culturali e non solo».
Paolo Chiavarino, assessore al Commercio, commenta: «L'edizione 2026 si allunga a cinque giorni, con un forte coinvolgimento del territorio e ambiti extraterritoriali, come il Castello di Rivoli. Coniughiamo le eccellenze cioccolatiere con i Maestri del Gusto e con i negozi storici, creando un'esperienza completa, che permette di conoscere il cioccolato in tutte le sue sfaccettature». Marcella Gaspardone, dirigente Turismo Torino e Provincia, conclude: «Chi viene a Torino in quel periodo, anche solo per un weekend, potrà degustare, seguire gli appuntamenti culturali, partecipare a percorsi guidati e scoprire le eccellenze della città».
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