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Sanità
16 Marzo 2026 - 16:40
Da sinistra, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, la presidente di Casa Amica, Patrizia Maria Catullo e l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone
Un nuovo appartamento per accogliere i familiari dei pazienti ricoverati a Torino per cure lunghe e complesse. L’associazione Casa Amica amplia la propria rete di accoglienza con un nuovo alloggio, in via Genova 91, dedicato in particolare alle famiglie di persone in attesa di trapianto. Il progetto è stato realizzato grazie anche a un cofinanziamento di 15 mila euro della Regione Piemonte e nasce da una convenzione firmata tra l’associazione, la Regione e la Città della Salute e della Scienza di Torino.
Casa Amica è attiva dal 1989 e si occupa di offrire ospitalità ai parenti dei malati che arrivano a Torino per curare patologie gravi e che spesso devono restare in città per lunghi periodi. Gli alloggi si trovano principalmente nella zona degli ospedali, nell’area del Lingotto. Il nuovo appartamento, donato alcuni anni fa da una benefattrice, dispone di due camere da letto e può ospitare fino a quattro o cinque persone. Con questa struttura la rete di Casa Amica raggiunge i 22 alloggi disponibili, mentre un ventitreesimo appartamento – anche questo ricevuto in donazione – sarà ristrutturato nei prossimi mesi non appena verranno reperiti i fondi necessari.
«Casamica nasce per dare un punto di appoggio alle famiglie dei malati lungodegenti che arrivano a Torino per terapie o ricoveri prolungati», ha spiegato la presidente dell’associazione, Patrizia Maria Catullo. «Molti dei nostri alloggi sono stati donati da benefattori, spesso attraverso lasciti testamentari». Grazie alla convenzione con la Regione Piemonte, per un anno le spese dell’appartamento saranno coperte dall’ente regionale. I familiari dei pazienti segnalati dalla Città della Salute potranno quindi soggiornare gratuitamente. I costi di gestione di un alloggio di questo tipo sono stimati tra i 12 e i 15 mila euro all’anno.
Negli anni Casa Amica ha collaborato con diverse realtà sanitarie e associazioni, tra cui l’Ugi - Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, nata proprio per sostenere le famiglie dei piccoli pazienti dell’ospedale Regina Margherita. Per la Regione Piemonte l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra sanità, welfare e volontariato. «Abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché affianca alla cura medica anche un supporto sociale fondamentale», ha spiegato l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone. «Chi arriva a Torino per affrontare cure complesse, come un trapianto, spesso viene da molto lontano e ha bisogno anche di un sostegno abitativo».
Anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «La stretta connessione tra welfare e sanità permette alle famiglie di trovare una vera casa a Torino in un momento di grande fragilità. Accanto ai medici e ai centri di eccellenza per i trapianti c’è un volontariato che accompagna e sostiene le famiglie. È anche questo il senso di una sanità davvero a 360 gradi».
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