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Testimonial d'eccezione

Quando Chuck Norris divenne il volto Fiat (ma a Torino...) VIDEO

Nel 2017 la campagna di Fiat Professional e nella serie Walker Texas Ranger guidava un Dodge Ram

Quando Chuck Norris divenne il volto Fiat: Torino, uno spot e un mito pop

A volte i legami più forti nascono senza incontrarsi mai. Così Torino e Chuck Norris si sono sfiorati senza toccarsi: da una parte la città simbolo dell’automotive italiano, dall’altra il ranger texano più famoso della TV. Chi avrebbe immaginato che il volto granitico di Walker Texas Ranger avrebbe raccontato, con ironia e muscoli, il mondo dei veicoli da lavoro Fiat? Eppure, è accaduto. E oggi, 20 marzo 2026, nel giorno in cui il mondo lo saluta a 86 anni, quell’alleanza tra mito pop e industria torna in mente come un fotogramma nitido.


Chuck Norris, icona del cinema marziale e protagonista di “Walker Texas Ranger”, se ne va a 86 anni. Prima ancora dei meme e dell’epica da social, era l’atleta e l’attore capace di trasformare la disciplina in spettacolo. La sua carriera si intreccia con titoli cult come “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente”, tassello fondamentale del suo immaginario di forza, rigore e determinazione.



Correva l’anno 2017. Era il 30 maggio quando la casa automobilistica, all'epoca parte di FCA dopo la fusione del 2014 con Chrysler, annunciò di aver scelto il campione di arti marziali e famoso karateka come testimonial dei modelli Fiat Professional. Nell’immagine che avrebbe fatto il giro del mondo, Norris appariva con alle spalle Doblò, Fiorino, Ducato e Fullback: furgoni e pick-up come quinte di un palcoscenico dove il protagonista era un’idea di lavoro solido, affidabile, “senza se e senza ma”.



Il paradosso? La star non ha mai messo piede a Torino. Eppure il filo rosso con la città è netto: qui batte il cuore della comunicazione del marchio, qui — dall’ufficio stampa di corso Agnelli — partì l’annuncio che trasformò Norris nel volto globale della gamma professionale. Un ponte simbolico tra i viali sabaudi e i ranch del Texas, costruito con lo stesso pragmatismo con cui si allestisce un’officina.



Dalle note dell’ufficio stampa della (ex) Fiat che all'epoca era FCA: “Cercando l’attore si ottengono circa 12 milioni di risultati su Google e 880.000 su YouTube, con milioni di visualizzazioni. Quasi 6,5 milioni sono i like sulla sua pagina Facebook, in oltre 45 Paesi. Un fenomeno di portata mondiale che veicola con grande ironia un messaggio di determinazione, forza e dedizione fuori dal comune, abbracciando il pubblico di tutte le generazioni grazie alla sua empatia”. Bastano queste cifre a spiegare perché, tra tanti volti, sia stato scelto proprio il più inossidabile?

Nello spot, la star pronunciava “Be Chuck or be Pro”. Non un semplice claim, ma un invito a stare dalla parte di chi lavora bene, ogni giorno. La campagna fu pensata per l’intera regione EMEA — Europa, Medio Oriente e Africa — e raccontava il marchio torinese con un linguaggio diretto, riconoscibile, capace di fare breccia tanto nel piccolo artigiano quanto nella grande flotta. Il messaggio era chiaro: affidabilità e grinta, come in una stretta di mano che non tradisce.

Alle spalle dell’attore c’era una formazione compatta: Doblò, pratico e modulare; Fiorino, urbano e instancabile; Ducato, colonna portante dei trasporti leggeri; Fullback, il pick-up pronto a sporcarsi le mani. E nella serie, dopo aver guidato un GMC Sierra K1500 del 1992, il Texas Ranger Cordell Walker utilizzava un Dodge Ram 1500 Club Cab 4x4 del 1995. Che poi sarebbe diventato parte del Gruppo oggi Stellantis.

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