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Politecnico di Torino lancia la “neutralizzazione” dell’anno accademico per studenti da Paesi in conflitto

Nuove misure di supporto, flessibilità e assistenza psicologica per aiutare chi affronta difficoltà e crisi internazionali

Politecnico di Torino lancia la “neutralizzazione” dell’anno accademico per studenti da Paesi in conflitto

Politecnico di Torino rafforza il proprio impegno a sostegno degli studenti provenienti da aree segnate da conflitti internazionali. In un contesto globale caratterizzato da crisi sempre più diffuse, l’ateneo torinese ha annunciato un pacchetto articolato di misure strutturali e interventi di flessibilità per rispondere alle difficoltà accademiche e personali di chi vive situazioni di forte instabilità nel proprio Paese di origine.

Al centro dell’iniziativa, comunicata ufficialmente alla comunità studentesca e accademica, c’è la cosiddetta “neutralizzazione” dell’anno accademico, già in vigore a partire dal 2025/2026. La misura riguarda gli studenti e le studentesse cittadini di uno dei 22 Paesi attualmente classificati come in stato di conflitto — tra cui Iran, Palestina e Ucraina — individuati attraverso fonti internazionali riconosciute.

In concreto, l’anno accademico non verrà conteggiato ai fini della carriera universitaria. Ciò significa che gli studenti interessati avranno a disposizione un anno aggiuntivo completo, comprensivo di sessioni d’esame e di laurea, per recuperare eventuali ritardi causati da difficoltà oggettive, incluse quelle legate al benessere psicologico.

La decisione nasce da un confronto interno agli organi di governo dell’ateneo, con il contributo determinante della rappresentanza studentesca. L’obiettivo dichiarato è quello di superare interventi emergenziali e costruire invece un sistema stabile, capace di adattarsi a un quadro internazionale in continua evoluzione.

Accanto alla misura principale, il Politecnico ha introdotto una serie di facilitazioni già operative: dal rinvio delle scadenze per l’accesso ai corsi magistrali e ai dottorati, alla possibilità di sostenere la discussione di laurea da remoto, fino allo slittamento del pagamento della terza rata universitaria.

Parallelamente, sono stati potenziati i servizi di supporto psicologico, come lo Spazio di Ascolto e il progetto PASSI@PoliTO, insieme all’Immigration Desk. L’ateneo ha inoltre rafforzato il dialogo con le istituzioni locali e nazionali, coinvolgendo anche EDISU Piemonte per valutare ulteriori interventi a favore degli studenti in difficoltà.

Non manca un’attenzione alle emergenze individuali: sono stati stanziati fondi dedicati per coprire spese urgenti, tra cui viaggi, alloggi e borse di collaborazione, con l’obiettivo di garantire risposte rapide nei casi più critici.

Universalismo e imparzialità” sono i principi guida dell’intervento, sottolineati dal rettore Stefano Corgnati nel comunicato inviato agli studenti, che ha ribadito la volontà di inserire queste misure in un quadro strutturale e duraturo, capace di affrontare le sfide poste dalle crisi internazionali senza ricorrere a soluzioni temporanee.

Tra le prospettive future, l’estensione della “neutralizzazione” anche ai dottorandi e una revisione dei meccanismi di flessibilità nei piani di studio. Un segnale chiaro, quello del Politecnico di Torino, che si propone come modello di inclusione e attenzione sociale nel panorama universitario italiano ed europeo.

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