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03 Aprile 2026 - 12:09
Proroga al taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio. Il via libera è arrivato dal Consiglio dei ministri stamane, con un decreto legge che punta a contenere i rincari energetici, in un quadro internazionale definito “preoccupante”.
Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Abbiamo approvato il decreto legge e proroghiamo il taglio delle accise fino al primo maggio”.
Il provvedimento vale circa 500 milioni di euro: 200 milioni coperti dall’aumento del gettito Iva e altri 300 milioni da fondi Ets non ancora utilizzati. Accanto al capitolo carburanti, il decreto prevede anche misure per il sistema produttivo, tra cui l’estensione del credito d’imposta del 20% alle aziende agricole e interventi tramite Simest a sostegno dell’export.
Giorgetti ha parlato apertamente di misura “tampone”: “Gli eventi geopolitici non dipendono da noi e suggeriranno eventuali altri interventi. La situazione è oggettivamente complicata”. Sullo sfondo, resta anche la possibilità di una maggiore flessibilità europea sui conti pubblici, legata alla durata dei conflitti internazionali.
Per le famiglie, l’effetto complessivo della misura, considerando l’intero periodo di applicazione, si traduce in un risparmio medio compreso tra i 30 e i 40 euro, che può salire fino a 60-80 euro nei casi di utilizzo più intenso o in presenza di più veicoli. Si tratta di un beneficio che, pur non incidendo strutturalmente sui bilanci domestici, contribuisce a ridurre la pressione sulla spesa quotidiana e a stabilizzare le aspettative in una fase di incertezza.
Ma il provvedimento accende subito lo scontro politico. Durissima la posizione della deputata M5S Chiara Appendino, ex sindaca di Torino: “Un inutile palliativo, una misura ridicola e già superata dai fatti”.
Appendino cita i dati sui prezzi dei carburanti, sottolineando come “i rincari abbiano già annullato lo sconto, con il gasolio sopra i 2,1 euro al litro in mezza Italia”, e accusa il governo di riproporre “interventi nati vecchi e insufficienti”.
Nel mirino anche le scelte di bilancio: “Il governo sostiene che il taglio strutturale costi un miliardo al mese? È la stessa cifra che viene spesa per il riarmo. I soldi ci sono, ma vengono destinati all’economia di guerra, mentre le famiglie vengono lasciate sole”.
Oltre a questo c'è un intervento mirato sulle aziende agricole, cui viene esteso il taglio delle imposte già adottato per la pesca. Il decreto recepisce anche l'accordo con le associazioni di categoria Transizione 5.0
Parole che alzano il livello dello scontro su un tema sensibile come il costo dei carburanti, mentre il decreto è atteso ora in Parlamento per la conversione. Sul tavolo resta una questione di fondo: se la proroga basterà davvero a contenere i prezzi o se si tratterà, come ammette lo stesso governo, solo di un intervento temporaneo in attesa di sviluppi internazionali.
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