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dopo l'incidente

Don Robella (cappellano del Toro) rompe il silenzio dopo l'incidente di novembre: "E' stato un vero miracolo, ecco perché..."

Svegliatosi dopo venti giorni di coma, don Riccardo Robella, ora in sedia a rotelle, racconta con ironia la rinascita, la fede e il suo amore per il Toro

Don Robella, il cappellano del Toro, vittima di un incidente sull’A6

Don Robella, il cappellano del Toro, vittima di un incidente sull’A6

Alla vigilia di Pasqua sono arrivate le sue prime parole dopo mesi di sofferenza: "La prima domanda che ho fatto è stata chiedere quanto avesse fatto il Toro, quando mi hanno risposto “ha perso 3-2” volevo dire al medico di riaddormentarmi un attimo": con una battuta e con l'umorismo che lo contraddistingue, don Riccardo Robella ha raccontato davanti a microfoni e telecamere com'è cambiata la sua vita negli ultimi mesi. Nella notte tra il 7 e l'8 novembre scorsi don Riccardo è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale sulla Torino-Carmagnola. Si è risvegliato dopo venti giorni di coma trascorsi tra la vita e la morte: "Ho un unico flash, un orologio che suona e il 112 che chiede dell'incidente", ha raccontato il cappellano del Toro ai microfoni della Rai.

Ora è costretto a vivere su una sedia a rotelle e si trova all'unità spinale del Cto di Torino: "I medici mi hanno rimesso a nuovo, hanno fatto davvero un miracolo – ha continuato don Robella - e mi hanno aiutato tanto anche le preghiere delle persone: in questo periodo mi sono fermato a riflettere, ho capito che c'è un'assunzione del dolore che non toglie la possibilità di vivere e che la qualità della nostra vita è data anche e soprattutto dalle persone che ci circondano". Inevitabile, poi, una domanda sulla squadra di Roberto D'Aversa: "L'ho visto giocare e non mi dispiace, è un Toro simpatico, che ha tanta intensità" ha concluso il cappellano su uno dei suoi grandi amori, il Toro appunto. 

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