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Cronaca giudiziaria

Caso Cospito, chiesta l’assoluzione per l’ex sottosegretario Delmastro

Il sostituto procuratore generale: “Non vi era certezza sulla segretezza degli atti diffusi”

Caso Cospito, chiesta l’assoluzione per l’ex sottosegretario Delmastro

Nuovo sviluppo nel processo d’appello che vede imputato il l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro per rivelazione del segreto d’ufficio nel caso legato ad Alfredo Cospito. Davanti alla terza sezione del tribunale di Roma, il procuratore generale ha chiesto l’assoluzione, chiedendo di ribaltare la condanna a otto mesi inflitta in primo grado.

Secondo il pg, non sarebbe dimostrata con chiarezza la natura segreta delle informazioni al centro della vicenda. Gli atti, pur definiti a «limitata divulgazione», non sarebbero stati formalmente classificati come riservati al punto da integrare il reato contestato. Da qui la richiesta di formula assolutoria perché «il fatto non costituisce reato». Una posizione condivisa anche dalla difesa, che sostiene come non si trattasse di documenti segreti né di informazioni tali da giustificare l’accusa.

La sentenza è attesa per il 20 maggio.

Il caso riguarda una relazione dell’amministrazione penitenziaria sui colloqui tra Cospito e detenuti di camorra e ’ndrangheta al 41 bis, poi citati in Parlamento dal deputato Giovanni Donzelli. Le informazioni erano state condivise da Delmastro nell’ambito della sua attività istituzionale. In primo grado i giudici avevano invece ritenuto che la diffusione di quei contenuti avesse esposto a un rischio concreto l’azione di prevenzione e repressione della criminalità, sottolineando la delicatezza degli atti e la consapevolezza dell’imputato.

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