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LA MANIFESTAZIONE DI CGIL E UIL

Cinque piazze per difendere il Superbonus: «In Piemonte a rischio 2.500 imprese edili»

Torino si mobilita insieme a Roma, Cagliari, Napoli e Palermo

Cinque piazze per difendere il Superbonus:  «In Piemonte a rischio 2.500 imprese edili»

Il Superbonus ha prodotto oltre 27mila interventi in Piemonte

Il primo aprile cinque piazze italiane si mobiliteranno a difesa del Superbonus 110% con lo slogan "Fai la cosa buona". Fillea Cgil e Feneal Uil hanno scelto per Torino il quartiere di Falchera e, in particolare, la popolare piazza Astengo, attualmente in fase di riqualificazione, per chiedere al Governo di «non far morire il settore delle costruzioni cancellando il contributo statale senza valide alternative per favorire la crescita e gli investimenti». 

Nel solo Piemonte il Superbonus 110% nel 2022 ha generato 27.880 interventi di riqualificazione per un valore di 4,8 miliardi. Nella nostra regione, negli ultimi tre anni, si sono registrati in media 8.500 lavoratori in più nel settore edile, con una crescita delle ore lavorate di circa il 50%, ma dopo gli ultimi provvedimenti governativi sul Superbonus, sono a rischio 2.500 imprese e migliaia di posti di lavoro. Un andamento che evidenzia come l’edilizia in Piemonte possa realmente rappresentare un fattore di crescita per l’economia e l’occupazione.

Le ragioni della mobilitazione sono state presentate dai segretari generali di Cgil Torino, Gabriella Semeraro e Uil Torino e Piemonte, Gianni Cortese, insieme con i colleghi di Fillea Cgil Torino e Piemonte, Massimo Cogliandro e Feneal Uil Piemonte, Giuseppe Manta. «La manifestazione nazionale - hanno spiegato - segnerà il punto di arrivo di una serie di iniziative, volantinaggi, assemblee e azioni simboliche, realizzate dai due sindacati di categoria per denunciare gli impatti negativi della cancellazione del Superbonus sul settore delle costruzioni e per mandare un messaggio al Governo sui temi: ambiente, casa, città e lavoro».

A partire dalle ore 9.30 di sabato primo aprile anche a Torino saliranno sul palco allestito dai sindacati in piazza Astengo, lavoratrici e lavoratori del settore oltre al sacerdote del quartiere, don Adelino Montanelli, l'imprenditore edile Marco Razzetti, il segretario di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, Giorgio Prino, Giuseppe Gulino dell’Unione degli Universitari, il segretario generale della Uil Piemonte, Gianni Cortese, il segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, Stefano Chiappelli del Sunia Cgil, Maurizio Maurizzi della Fillea Cgil. Nel corso della giornata, saranno presenti stand di street food, gli sbandieratori di Asti e il gruppo musicale degli Yo Yo Mundi.

«Le scelte del Governo sono sbagliate - dichiarano Massimo Cogliandro e Giuseppe Manta -. Per noi di Fillea Cgil e Feneal Uil un'altra strada è possibile: mantenere la cessione dei crediti per le famiglie con Isee fino a 30mila euro, per i condomini di periferia e per le case popolari; attuare politiche industriali stabili e strutturali per la rigenerazione delle città, per la riduzione degli sprechi energetici e l'inquinamento; garantire qualità del lavoro e delle imprese, rispetto del Contratto nazionale edile e vietare il continuo ricorso al subappalto».

«Ѐ necessario rilanciare l’edilizia - dichiarano Gabriella Semeraro e Gianni Cortese della Uil Piemonte - tutelando il territorio, mettendo in sicurezza gli edifici, riqualificando i centri urbani e valorizzando il lavoro di qualità, sicuro e legale, indispensabile per azzerare le morti sul lavoro, in particolare nel settore delle costruzioni. Ѐ intollerabile che, lo scorso anno, in Piemonte, 93 persone abbiano perso la vita sul posto di lavoro, di cui più di quaranta nella sola Città Metropolitana di Torino».

«Da queste città lanceremo le nostre proposte - sottolineano i segretari generali nazionali degli edili Cgil e Uil, Alessandro Genovesi e Vito Panzarella - per ridurre i danni che deriverebbero dall'applicazione del decreto 11/2023, con il blocco della cessione dei crediti per i bonus edili a discapito dei redditi più bassi. Sarà anche l’occasione per ribadire la nostra contrarietà alle nuove norme del Codice degli Appalti che riducono gli obblighi di applicazione dei Ccnl edili e introducono la liberalizzazione dei subappalti, con conseguenze pesanti su occupazione, sicurezza dei lavoratori, qualità del lavoro e sostenibilità».

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