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In 80 anni votati 78 referendum, italiani alle urne per 26 volte

Dalla caduta della monarchia alla Giustizia. Sì e No tra vittorie e sconfitte e quorum non raggiunti o superati. La più alta affluenza fu per il divorzio nel 1974

In 80 anni votati 78 referendum, italiani alle urne per 26 volte

Re Umberto alle urne nel 1946

Sono 78 i quesiti referendari a cui gli italiani hanno dovuto votare dalla nascita della Repubblica ad oggi, esattamente in 80 anni. Il primo fu proprio quello istituzionale. In totale, dal 1946 ad oggi si sono tenuti 72 referendum abrogativi, uno istituzionale, uno consultivo e 4 costituzionali. Gli italiani si sono recati alle urne 26 volte in quanto numerosi quesiti erano accorpati in una sola tornata referendaria.

2 GIUGNO 1946
Si svolge il referendum sulla forma istituzionale dello Stato. Il voto popolare porta alla caduta della monarchia e alla nascita della Repubblica con l’elezione di un’Assemblea Costituente
12 E 13 MAGGIO 1974
Si svolge il referendum per l’abrogazione della legge Fortuna-Baslini (divorzio), con la quale era stato introdotto in Italia il divorzio. Vince il “No” con il 59.3%. Fu il referendum con la più alta affluenza.

11 E 12 GIUGNO 1978
Si svolgono due referendum: il primo sull’abrogazione della legge Reale, che riguarda le norme restrittive in tema di ordine pubblico, il secondo per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. In entrambi i casi vince il “No”
17 E 18 MAGGIO 1981
Sono cinque i referendum sui quali sono chiamati a decidere gli italiani: abrogazione della legge Cossiga, che era stata concepita per affrontare l’emergenza terrorismo negli anni Settanta; abolizione dell’ergastolo; abolizione delle norme sulla concessione del porto d’armi; abrogazione di alcune norme della legge 194 sull’aborto per renderne più libero il ricorso; abrogazione di alcune norme della legge 194 sull’aborto per restringerne i casi di liceità. In tutti e cinque i casi vince il “No”.
9 E 10 GIUGNO 1985
Il referendum abrogativo è sull’abolizione della norma che comporta un taglio dei punti della “scala mobile” (uno strumento economico volto ad indicizzare automaticamente i salari in funzione degli aumenti dei prezzi di alcune merci, al fine di contrastare la diminuzione del potere d’acquisto dovuto all’aumento del costo della vita). Vince il “No”.
8 E 9 NOVEMBRE 1987
Voto per cinque referendum abrogativi: abrogazione norme limitative della responsabilità civile per i giudici; abolizione commissione inquirente e trattamento dei reati ministeriali; abrogazione intervento statale se il Comune non concede un sito per la costruzione di una centrale nucleare; abrogazione contributi compensazione agli enti locali per la presenza sul proprio territorio di centrali nucleari; esclusione della possibilità per l’Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all’estero. In tutti i quesiti vince il “Sì”.
18 GIUGNO 1989
Il primo e finora unico referendum consultivo nella storia della Repubblica: viene sondata volontà popolare in merito al conferimento o meno di un ipotetico mandato costituente al Parlamento europeo, i cui rappresentanti italiani venivano eletti contestualmente. Vince il “Sì” con l’88.3%.
3 E 4 GIUGNO 1990
Referendum abrogativo su: disciplina della caccia; abolizione della possibilità per il cacciatore di entrare liberamente nel fondo altrui; abrogazione dell’uso dei fitofarmaci nell’agricoltura. È il primo caso nella storia referendaria d’Italia in cui non viene raggiunto il quorum.
9 E 10 GIUGNO 1991
Referendum abrogativo per la riduzione dei voti di preferenza, da tre a uno, nelle elezioni per la Camera dei deputati. Vince il “Sì” con il 95.6%.
18 E 19 APRILE 1993
Otto i quesiti proposti: abrogazione norme sui controlli ambientali effettuati per legge dalle Usl; Abrogazione pene per detenzione a uso personale di droghe leggere; abolizione finanziamento pubblico ai partiti; abrogazione norme per nomine ai vertici di banche pubbliche; abrogazione norme della legge elettorale del Senato per introdurre il sistema elettorale maggioritario uninominale; abrogazione legge che istituisce ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, ministero Turismo e Spettacolo e ministero Partecipazioni Statali. Vince il “Sì”.
11 GIUGNO 1995
Dodici referendum proposti: liberalizzazione delle rappresentanze sindacali (vince il “No”); modifica criteri rappresentanze sindacali nella contrattazione pubblica (vince il “Sì”) ; contrattazione collettiva nel pubblico impiego (vince il “Sì”); abrogazione della norma sul soggiorno cautelare per gli imputati di reati di mafia (vince il “Sì”); abrogazione della norma che definisce pubblica la Rai (vince il “Sì”); abrogazione della norma che sottopone ad autorizzazione amministrativa il commercio (vince il “No”). Abrogazione norma che impone contribuzione sindacale automatica (vince il “Sì”); abrogazione norma che prevede doppio turno per elezione diretta sindaco dei comuni di oltre 15mila abitanti (vince il “No”); abrogazione norma che impedisce liberalizzazione orari dei negozi (vince il “No”); abrogazione norme che consentono di essere titolari di più concessioni televisive nazionale (vince il “No”); abrogazione norme che consentono un certo numero di interruzioni pubblicitarie in tv (vince il “No”); modifica tetto raccolta pubblicitaria delle tv private (vince il “No”).
15 GIUGNO 1997
Non raggiunto il quorum nel referendum su: abolizione poteri speciali ministero del Tesoro nelle aziende privatizzate; abolizione limiti per ammissione servizio civile in luogo di servizio militare; abolizione possibilità per il cacciatore di entrare liberamente nel fondo altrui; abolizione sistema di progressione carriere dei magistrati; abolizione Ordine giornalisti; abolizione possibilità per i magistrati di assumere incarichi fuori da loro attività giudiziarie; abrogazione legge che istituisce ministero Risorse agricole, alimentari e forestali.
18 APRILE 1999
Non viene raggiunto il quorum nel referendum sull’abolizione della quota proporzionale nelle elezioni della Camera dei deputati.
21 MAGGIO 2000
Non raggiunto quorum nel referendum su: eliminazione rimborso spese consultazioni elettorali e referendarie; abolizione quota proporzionale elezioni Camera deputati; abolizione voto di lista per elezione membri togati Csm; separazione carriera pm da quella di giudice; abolizione possibilità magistrati di assumere incarichi fuori da loro attività giudiziarie; abrogazione art.18 dello Statuto dei lavoratori in tema licenziamenti; abrogazione possibilità trattenuta da busta paga/pensione quota adesione volontaria a sindacato/associazione di categoria.
7 OTTOBRE 2001
Primo referendum costituzionale nella storia della Repubblica: si chiede agli italiani la modifica al titolo V della parte seconda della Costituzione. Non è previsto il quorum: vince il “Sì” con 64.2%.
15 GIUGNO 2003
Non raggiunto il quorum al referendum abrogativo su: estensione a tutti i lavoratori del diritto al reintegro nel posto di lavoro per i dipendenti licenziati senza giusta causa; abrogazione dell’obbligo per i proprietari terrieri di dar passaggio alle condutture elettriche sui loro terreni.
12 E 13 GIUGNO 2005
Non raggiunto il quorum sul referendum abrogativo che chiedeva: abolizione ai limiti alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni; abolizione di limiti all’accesso alla procreazione medicalmente assistita; abolizione di norme su finalità, diritti dei soggetti coinvolti e limiti all’accesso alla procreazione medicalmente assistita; abolizione del divieto di fecondazione eterologa.
25 E 26 GIUGNO 2006
Secondo referendum costituzionale: viene chiesta agli italiani la modifica alla parte II della Costituzione. Vince il “No” con il 61,29%.

21 E 22 GIUGNO 2009
Non raggiunto il quorum al referendum abrogativo su: assegnazione del premio di maggioranza alla lista più votata, anziché alla coalizione alla Camera e al Senato; impossibilità per una stessa persona di candidarsi in più circoscrizioni.
12 E 13 GIUGNO 2011
Si vota al referendum per: abrogazione delle norme che consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori privati; abrogazione delle norme che prevedono che all’interno della tariffa dell’acqua sia compresa anche la remunerazione del capitale investito dal gestore; abrogazione delle norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia nucleare; abolizione della legge sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri. In tutti i casi vince il “Sì”.
17 APRILE 2016
Non viene raggiunto il quorum al referendum sull’abrogazione della norma che prevede che le concessioni già in essere per l’estrazione di idrocarburi in zone di mare (entro le 12 miglia marine) siano estese fino al termine della vita utile del giacimento.
4 DICEMBRE 2016
Referendum costituzionale sulla riforma “Boschi – Renzi” su: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”. Vince il “No” con il 59.12%.
21 E 21 SETTEMBRE 2020
Il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, con le modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, ha visto un’affluenza del 51,12% e il SI ha vinto con il 69,96% delle preferenze.
12 GIUGNO 2022
I referendum abrogativi del 12 giugno 2022 non hanno raggiunto il quorum: affluenza al 20,9%. Si è votato i quesiti per l’abrogazione di alcune norme sul funzionamento del sistema giudiziario italiano. Nel dettaglio riguardavano: la riforma del Csm, l’equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere dei magistrati, i limiti alla custodia cautelare e l’abrogazione del decreto Severino.
8 E 9 GIUGNO 2025
Si vota per i referendum abrogativi su 5 quesiti. Si va dall’abolizione del contratto di lavoro a tutele crescenti del Jobs Act alla cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese, dall’abrogazione delle norme che hanno reso più facile ricorre ad assunzioni a tempo determinato fino alla sicurezza sul lavoro. Il quinto quesito propone di dimezzare da 10 a 5 anni il tempo di residenza legale nel nostro Paese per la richiesta della cittadinanza italiana da parte degli stranieri extracomunitari maggiorenni.
22 E 23 MARZO 2026
La riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati in Italia, annunciata nel 2022, si concluderà con il referendum costituzionale del 22 e del 23 marzo 2026. Il quesito chiederà di approvare o respingere una legge costituzionale che interviene sull’assetto della magistratura. La riforma riguarda 7 articoli della Costituzione e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e una nuova Alta Corte disciplinare.

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