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Il caso

Scoiattoli “svapatori”: il fenomeno virale nasconde un problema reale

Gli aromi dolci ingannano i roditori e li espongono a nicotina e sostanze tossiche

Scoiattoli “svapatori”: il fenomeno virale nasconde un problema reale

Negli ultimi mesi, tra Londra, Filadelfia e il Galles, stanno circolando immagini sempre più frequenti di roditori che maneggiano dispositivi da svapo. Li afferrano, li mordono, li trasportano. Alcuni provano perfino a seppellirli. Non è un comportamento curioso: è un segnale. Le sigarette elettroniche, soprattutto quelle usa e getta, emanano aromi dolci e fruttati che per gli animali equivalgono a un richiamo irresistibile. Mirtillo, fragola, mango: odori che nel loro mondo significano cibo. 

Milioni di sigarette elettroniche finiscono ogni settimana nell’ambiente. Marciapiedi, parchi, aiuole. E anche quando il vapore è finito, gli aromi restano attivi per mesi. Test di laboratorio hanno dimostrato che anche dopo settimane un dispositivo continua a emanare un odore intenso. In pratica, diventa una trappola a lungo termine. Quando uno scoiattolo mastica una vape, ingerisce plastica, litio e soprattutto nicotina. Una sostanza che nel loro organismo non dovrebbe nemmeno esistere. Anche i cani, durante le passeggiate, sono attratti da questi oggetti abbandonati. Li annusano, li mordono, li ingeriscono. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni ai centri antiveleni veterinari, con numeri che raccontano una situazione ormai fuori controllo.

Il divieto sulle sigarette elettroniche usa e getta, entrato in vigore nel giugno 2025, sulla carta doveva ridurre drasticamente questo tipo di rifiuti. Nella pratica, è stato aggirato con facilità. I produttori hanno aggiunto una porta USB per ricaricare la batteria e un pod sostituibile per il liquido, trasformando così dispositivi di fatto monouso in prodotti “riutilizzabili”.

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