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Rubata la salma di Bongiorno, sfregio alla memoria degli italiani

Hanno agito di notte, «erano almeno in cinque», dicono gli investigatori. Hanno caricato la bara di Mike Bongiorno su un furgone scuro e se ne sono andati. Battistrada, un'auto con altre due persone a bordo. Una ricostruzione, quella dei carabinieri di Arona, che si fonda su poche ma determinate testimonianze di alcuni anziani residenti di Dagnente, una frazione di neppure 400 abitanti che domina dall'alto di un poggio il lago Maggiore, proprio sopra la statua di San Carlone. E lì, sulla scultura meta di pellegrinaggi, affaccia il piccolo camposanto dove Mike era stato tumulato nella tomba di famiglia della moglie, Daniela Zuccoli, originaria di Dagnente, luogo nel quale possiede il villone più bello della borgata.

A scoprire quello che per ora è «solo un furto aggravato», sottolinea il capitano Pierenrico Burri, è stato un pensionato del paese, Giuseppe Buscaglia. Non erano neppure le 11 di ieri e l'uomo era andato, come fa tutti i giorni, a pregare sulla tomba della moglie. «Per ora ci sono alcune testimonianze, ma speriamo di avere presto altri indizi», dicono il procuratore capo di Verbania Giulia Perotti e il suo sostituto Fabrizio Argentieri mentre i carabinieri del Ris effettuano un'accurata ricognizione tutt'intorno al camposanto, nell'ipotesi remota che la bara sia stata solo nascosta. Un loculo, il secondo da terra, posto sopra quello della madre Enrica e sotto le tombe dei suoceri del presentatore, che è stato aperto da mani esperte: «La lastra di marmo - dice il custode Idilio Calzavara, 72 anni, custode del cimitero - è stata sfilata e posta contro il muro. Poi con due martellate hanno rotto i mattoni. Un lavoro rapido».

Qui sotto, il video pubblicato su Youreporter.it

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