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28 Gennaio 2023 - 09:33
Hanno lasciato delle impronte, i teppisti che hanno lanciato la bici elettrica dalla balconata di via Lungo Po Cadorna, verso i Murazzi, nella notte tra venerdì e sabato, colpendo (quasi a morte) Mauro Glorioso, lo studente di medicina di 23 anni ricoverato in Rianimazione in gravissime condizioni. E adesso, le tracce di chi si è reso responsabile del tentato omicidio, sono in fase di analisi da parte degli inquirenti, che lavorano giorno e notte per individuare gli autori del reato.
I carabinieri, coordinati dalla pm Livia Locci, paragoneranno le impronte che hanno prelevato dalla bici, con i dati di tutti i giovani che sono stati fotosegnalati e che potrebbero essere dei sospettati. Un lavoro lungo e complesso, che potrebbe portare a una soluzione. Le impronte che si cercano sono di almeno tre persone: quelle che - si suppone - avrebbero sollevato e scagliato la bici sulla folla di ragazzi che era in coda davanti al The beach, e quelle che si vedono nel video ripreso dalla telecamera piazzata tra lungo Po Cadorna e corso San Maurizio, la stessa che immortalò il killer di Stefano Leo. Ma si ipotizza che la banda - che potrebbe essere composta anche da minorenni - conti un numero di persone superiore a tre. I buttafuori del The beach, tra le 23 e l’una di notte della sera del terribile fatto, hanno respinto un gruppo di giovani perché avrebbero avuto meno di 18 anni. La pista che quel gruppo di ragazzi respinti sia lo stesso che lanciò la bici, è seguita da chi indaga.
I carabinieri stanno analizzando anche tutte le telecamere della zona del centro di Torino ma non solo. La ricerca si è progressivamente estesa agli altri quartieri. E, ipotizzando che i vandali, per fuggire, possano avere usato un mezzo di trasporto pubblico - come l’autobus, il treno o mezzi a noleggio come monopattini e bici elettriche - sono state sequestrate anche tutte le immagini delle videocamere presenti nei punti nodali: stazioni ferroviarie, terminal bus, punti di snodo e di passaggio. E soprattutto quelle a bordo dei mezzi Gtt che quella notte erano in servizio nella zona. Un altro lavoro, quello della visione di tutti i video, certosino e complicato, che potrebbe però dare la svolta al caso.
Intanto, l’appello degli inquirenti - e del sindaco di Torino - viene rinnovato: « Chiunque quella notte ha visto qualcosa, parli con le forze all’ordine». Anche in maniera anonima. Nel frattempo, proseguono le procedure mediche iniziate giovedì sera per il risveglio di Mauro: operazioni che richiederanno qualche giorno per essere completate.
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