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Il misterioso "paese dei gatti" si trova in Piemonte

Divinità e leggende che hanno fatto dei felini i sovrani del borgo

Brolo

Da millenni, i gatti incantano l’umanità con la loro grazia misteriosa e il loro ruolo di protettori. Nell’antico Egitto, erano sacri: custodi contro topi e serpenti velenosi, incarnazione di Bastet – dea della casa e della fertilità – e di Ra, il dio sole, tanto che ucciderne uno meritava la pena di morte. Ai tempi erano delle figure così importanti che i proprietari si radevano le sopracciglia in lutto al loro trapasso. Questa venerazione, con mummie feline e templi dedicati come a Bubasti, ha attraversato i secoli fino a oggi, evolvendosi in Piemonte dove un piccolo borgo ne celebra l’essenza in modo unico e quotidiano.

Brolo, incastonato tra le dolci colline piemontesi, si è guadagnato un soprannome quasi leggendario: è il “paese dei gatti”. Non si tratta solo di qualche felino che passeggia per le strade: qui i gatti sono speciali, tanto da diventare i veri “abitanti” del paese, amati e protetti come custodi di un’identità unica. In ogni angolo, dalle piazzette alle vie acciottolate, sono i veri e propri sovrani della loro piccola corte.

Non mancano monumenti e opere dedicate: all’ingresso del borgo, inaugurato nel 2006, troneggia il Monumento al Gatto, un felino gigante in ferro che vigila sulla valle, simbolo fortemente voluto dagli abitanti. Passeggiando si scopre la “Strèscia dal Gat”, una stradina con insegne, murales, piastrelle dipinte e ritratti felini – persino rielaborazioni di quadri famosi con gatti al posto dei protagonisti. Ma la storia di questo borgo ha radici antiche.

Secondo la leggenda, tutto è nato quasi per scherzo.
Nella seconda metà del Settecento, i brolesi chiesero la separazione dalla Parrocchia di Nonio per non dover più attraversare il pericoloso fiume che divideva il paese. I “vicini” sbeffaggiandoli risposero: «Quando Brolo avrà la parrocchia, il topo si metterà il mantello». Ottenuto il riconoscimento della propria parrocchia, appesero realmente dei topi morti con mantelli sulle porte dei propri compaesani, diventando “il paese dei gatti”.

Così, il borgo è diventato meta di visitatori curiosi. Un’atmosfera unica, fiabesca e quasi surreale. Un luogo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo tutto suo, scandito... da fusa e miagolii.

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