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L'INIZIATIVA
02 Aprile 2026 - 17:50
Per la prima volta nella storia del capoluogo ligure, l'amministrazione comunale si dota di una struttura interna interamente dedicata al coordinamento delle politiche di inclusione. È stato presentato oggi a Palazzo Tursi il primo Ufficio Lgbtqia+ del Comune di Genova, un presidio istituzionale che vede in prima linea la sindaca Silvia Salis, l’assessora Rita Bruzzone e l’avvocata Ilaria Gibelli.
L'iniziativa segna un cambio di passo netto rispetto al passato: l'ufficio non fungerà da sportello di assistenza (funzione già assolta dalle associazioni del territorio), ma agirà come collettore di bisogni e centro di regia. Il suo compito sarà quello di orientare le politiche pubbliche cittadine, promuovere la formazione del personale e superare gli stereotipi in sinergia con tutti i
«Il nostro obiettivo ha dichiarato la sindaca Salis, è rendere Genova una città in cui ogni persona possa sentirsi riconosciuta e libera di vivere la propria identità». L'ufficio si propone di tradurre i diritti in atti concreti, adottando una lente che superi l’approccio eteronormato per includere ogni orientamento sessuale e identità di genere.
Secondo l'avvocata Gibelli, si tratta di un impegno inedito per l'amministrazione genovese, che per la prima volta si farà carico direttamente della raccolta dati e della valorizzazione delle diverse soggettività, costruendo un modello di gestione che punta all'equità sociale e all'autodeterminazione.
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