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08 Aprile 2026 - 07:15
A oltre 400.000 chilometri dalla Terra, la missione Artemis II ha segnato un momento di profonda umanità che resterà scolpito nella storia dell'esplorazione spaziale. Mentre la capsula Orion scriveva una nuova pagina scientifica, superando il record di distanza dal nostro pianeta stabilito nel 1970 dalla celebre missione Apollo 13, l'equipaggio ha scelto di fermarsi per un tributo.
L'iniziativa è arrivata dal mission specialist Jeremy Hansen, il quale ha proposto di battezzare un cratere lunare, avvistato durante il sorvolo del satellite, con il nome di "Carroll". Il gesto è un omaggio a Carroll Taylor Wiseman, moglie del comandante della missione Reid Wiseman, scomparsa nel maggio 2020 a soli 46 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro.
Il rilievo scelto non è casuale: Hansen ha spiegato che si trova in un punto della superficie lunare particolarmente luminoso e visibile dalla Terra in specifici momenti del ciclo lunare. L'annuncio è stato accolto con grande commozione dal comandante Wiseman, che è stato stretto in un abbraccio non solo da Hansen ma anche dagli altri colleghi di volo, Victor Glover e Christina Koch, a conferma del legame quasi familiare che unisce gli astronauti della NASA.
Carroll Wiseman era una professionista stimata che aveva dedicato la sua esistenza alla cura degli altri. Laureata alla Virginia Commonwealth University, lavorava come infermiera pediatrica altamente specializzata nel reparto di terapia intensiva neonatale. Oltre al marito Reid, ha lasciato due figlie, Katie ed Ellie.
La NASA ha voluto sottolineare anche il percorso umano del comandante Wiseman dopo la perdita della moglie. Nonostante i numerosi successi professionali, l'astronauta considera l'esperienza di genitore single come la sfida più complessa e, al contempo, gratificante della sua vita. Poco prima del lancio, Wiseman ha condiviso un messaggio di profondo orgoglio paterno, mostrandosi in una foto con le figlie adolescenti accanto al razzo pronto per la partenza.
Sebbene il nome "Carroll" sia attualmente un riferimento utilizzato dall'equipaggio, la sua ufficializzazione dipenderà dall'International Astronomical Union, l'ente che governa la nomenclatura dei corpi celesti. Al termine della missione, la proposta sarà presentata formalmente per la valutazione.
Sebbene le linee guida prevedano solitamente che i crateri siano intitolati a scienziati o esploratori, esistono dei precedenti: la NASA cita il caso del Monte Marilyn, battezzato così da Jim Lovell in onore della moglie durante l'era Apollo. Come dichiarato dall'agenzia spaziale, questo atto simbolico ricorda che, a prescindere dalla distanza percorsa nello spazio, il legame con le persone care resta una costante indissolubile per ogni esploratore.
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