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il caso

Discarica dopo il suk di via Carcano. E tra i rifiuti spunta una faina

Ancora polemiche al termine del mercato del "Barattolo". Mentre al termine delle grigliate l'immondizia invade la Pellerina

La discarica dopo il suk e, nel riquadro, la faina tra i rifiuti

La discarica dopo il suk e, nel riquadro, la faina tra i rifiuti

Una discarica a cielo aperto a due passi dal cimitero Monumentale. E tra i bidoni della spazzatura, ad un certo punto, è spuntato pure un grosso roditore. Attirato dall’odore dei rifiuti, l’animale (un mustelide, probabilmente una faina) ha rovistato tra i cassonetti dell’immondizia. Eccolo, il lascito pasquale del suk, il “Barattolo” di via Carcano che in queste festività pasquali ha fatto litigare Comune, Regione Piemonte e Circoscrizione 7. Patrizia Alessi, che alla Sette è consigliera per conto di Fratelli d’Italia, denuncia: «Dopo che i venditori abusivi di via Carcano vanno a casa, resta anche la discarica abusiva a cielo aperto. Chi pagherà per raccogliere l'immondizia lasciata a terra? Noi residenti a Torino. Questi sono quelli che la Città chiama "i poveri". Noi li chiamiamo incivili, per non dire altro. La Città complice con Askatasuna - afferma la consigliera Alessi - è anche con gli incivili».

Una denuncia che arriva dopo che il mercato del “Barattolo” è stato organizzato, sui marciapiedi di via Carcano, sabato 4 e domenica 5 aprile, giorno di Pasqua. Al termine delle compravendite, immondizia ovunque. Amiat è passata e gli operatori ecologici hanno fatto un super-lavoro per pulire, ma tra i residenti è comunque montata la rabbia (anche sui social, dove le foto della discarica a cielo aperto hanno fatto il giro del web, scatenando l’indignazione degli utenti della rete).

Dal suk di via Carcano ai “merenderos” di Pasquetta, il passo è breve. Spazzatura che straborda dai cestini. Bottiglie di birra lasciate in terra. Dei tetris di lattine, piatti e “plasticume” che, in un equilibrio molto precario, tentano di rimanere nel bidone. Insomma, i postumi della festa, tra rifiuti e sporcizia. È questo lo scenario allestito in alcuni parchi di Torino nel post-Pasquetta. Nei tavolini della Pellerina, un’invasione di bicchierini e bottigliette di vetro. Poco più in là, tra le margherite del prato che segnalano l’arrivo della primavera, fazzoletti e sacchetti di plastica. Complice il bel tempo, in migliaia di torinesi hanno optato per una Pasquetta vicino casa, per una giornata all’aperto tra bevute e grigliate. Mettendosi forse fin troppo comodi e facendo come se il parco fosse davvero “casa loro”.

Ci sono state però anche delle aree verdi “più fortunate”. Il parco del Valentino, ad esempio, nonostante sia stato preso d’assalto nel lunedì di festa, non ha subito la stessa sorte. O, quantomeno, è stato ripulito fin dalle prime ore del martedì mattina. Così come il parco della Colletta, dall’aspetto dignitoso. Non si può dire lo stesso della zona limitrofa: a “decorare” il quartiere ci pensa (ancora una volta) il tanto discusso Barattolo.

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