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MOBILITÀ SOSTENIBILE

Trasporto pubblico senza carburante? la svolta green corre in Italia

Le immatricolazioni salgono a 73 unità. Dalla flotta record di Bologna ai test di Milano, ecco le città apripista che puntano sulle celle a combustibile.

Autobus a idrogeno nel trasporto pubblico: l'Italia accelera la transizione verde

Il 2026 si apre con un segnale inequivocabile per il futuro della mobilità urbana in Italia: l’idrogeno sta smettendo di essere una scommessa sperimentale per diventare una realtà operativa. Le immatricolazioni di autobus alimentati a celle a combustibile (Fuel Cell) hanno raggiunto le 73 unità, un balzo prodigioso se confrontato con i soli 5 veicoli immessi sul mercato nello stesso periodo del 2025.

In questo scenario di profondo rinnovamento, spicca la strategia di Bologna e Ferrara. Grazie ai fondi del PNRR gestiti dalla società TPER, le due città emiliane prevedono di integrare ben 137 mezzi a zero emissioni entro la metà del 2026. L’obiettivo è ambizioso: sostituire integralmente i vecchi veicoli sulle linee principali con autobus capaci di emettere esclusivamente vapore acqueo.

Un modello d'eccellenza arriva anche da Bolzano. La città altoatesina non si limita a utilizzare i mezzi, ma produce autonomamente idrogeno verde tramite le proprie centrali idroelettriche. Una scelta strategica che premia le prestazioni: i bus a idrogeno superano i limiti dei modelli a batteria sui percorsi montani, dove pendenze e dislivelli richiedono una densità energetica superiore.

Milano: ATM sta testando l'idrogeno sulle tratte a lunga percorrenza per ovviare ai tempi di ricarica dei bus elettrici tradizionali.

Venezia: Potenzia il parco mezzi di Mestre sfruttando la vicinanza strategica ai poli di rifornimento industriali.

Roma: È pronto un investimento da 110 milioni di euro per trasformare la flotta capitolina con modelli elettrici e a idrogeno.

Cagliari: Ha già avviato il servizio con tre bus ad alta autonomia, con l'obiettivo di raggiungere quota 15 mezzi operativi a breve termine.

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