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AMBIENTE
29 Aprile 2026 - 15:20
Il Lago Maggiore aumenta la sua capacità di invaso per rispondere alle esigenze produttive e ambientali del territorio. È stato ufficializzato oggi il provvedimento che autorizza l’innalzamento del livello delle acque fino alla soglia di 1,40 metri. La decisione, scaturita da un coordinamento tecnico dell’Autorità di Bacino del Distretto del fiume Po, permetterà di stoccare una riserva idrica supplementare stimata tra i 20 e i 30 milioni di metri cubi. Si tratta di una misura fondamentale per garantire la disponibilità d'acqua nei periodi di massima siccità, trasformando il bacino in un vero e proprio serbatoio di sicurezza per le province limitrofe.
I fatti parlano chiaro: la priorità immediata è il sostegno al mondo agricolo piemontese. Gli assessori regionali Matteo Marnati (Ambiente) e Paolo Bongioanni (Agricoltura e Turismo) hanno espresso soddisfazione per la sintesi raggiunta tra i diversi enti coinvolti. Il rilascio controllato di questa riserva sarà destinato prioritariamente alle colture d’eccellenza del territorio, con particolare attenzione alla risicoltura. Il riso, infatti, attraversa proprio in queste settimane fasi cruciali di crescita che richiedono un apporto idrico costante e abbondante, impossibile da garantire senza una programmazione accurata delle scorte lacustri.
Oltre al dato tecnico, il provvedimento si fonda su un delicato equilibrio economico. Se da un lato i campi necessitano di acqua, dall'altro le sponde del Lago Maggiore si preparano a una stagione turistica che non può prescindere dalla fruibilità delle spiagge e delle infrastrutture di balneazione. La Regione ha infatti confermato che l'innalzamento sarà accompagnato da un monitoraggio rigoroso delle aree destinate alla ricettività. L'obiettivo è duplice: permettere il riempimento dei canali irrigui senza sommergere i lidi o creare disagi agli stabilimenti balneari, ai ristoratori e ai turisti che scelgono il lago come meta estiva.
La possibilità di stoccare acqua è oggi considerata uno strumento indispensabile di gestione pubblica. Non si tratta più di agire in emergenza, ma di prevenire le criticità attraverso una "sintesi efficace" fra le esigenze di tutti i comparti produttivi. Come sottolineato dai vertici regionali, la gestione elastica della risorsa idrica rappresenta l'unica via per far convivere due motori trainanti dell'economia piemontese: la produzione agricola di qualità e l'industria dell'accoglienza turistica, evitando che la scarsità di risorsa diventi motivo di competizione tra categorie.
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