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Il caso

E’ sparito l’account Tik-Tok di Don Alì. Il Capo dei maranza a giudizio immediato

Da due mesi Alì Said si trova in carcere: prima a Torino, poi nel penitenziario di Aosta

E’ sparito l’account Tik-Tok di Don Alì. Il Capo dei maranza a giudizio immediato

L’account TikTok di Don Alì è sparito. Il profilo del “capo dei Maranza”, come lui stesso si definisce, non è più visibile da alcuni giorni.
Una scomparsa che coincide con la sua detenzione. Alì Said, questo il nome all’anagrafe, è in carcere da due mesi. Inizialmente era detenuto a Torino. Poi il trasferimento nel carcere di Aosta. Una scelta legata a ragioni di sicurezza. Nel penitenziario torinese, secondo quanto emerso, la sua incolumità era a rischio. Da qui la decisione di spostarlo. Said è accusato di atti persecutori e minacce aggravate. La persona offesa è Gianni, un maestro elementare. I fatti contestati risalgono a un episodio avvenuto all’esterno della scuola dove l’insegnante lavora. Secondo l’accusa, Don Alì, insieme ad alcuni amici, avrebbe raggiunto il docente, lo avrebbe minacciato e avrebbe ripreso la scena con un telefono cellulare. Con il maestro c’era anche la figlia, una bambina di tre anni e mezzo. Nonostante la presenza della minore, il video sarebbe stato successivamente pubblicato sui social senza alcuna precauzione per oscurarne il volto. Per Alì Said è stato disposto il rinvio a giudizio immediato.

La sua difesa è affidata all’avvocato Federica Galante. Non sono previsti tempi lunghi per il processo: la decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni. Nel frattempo, la presenza social dell’indagato si è ridotta drasticamente. L’account TikTok, oggi non più reperibile, contava 338mila follower. Su Instagram il profilo risulta ancora esistente, ma non pubblica contenuti dal 10 novembre. I follower sono 222mila.
Il maestro vittima delle presunte persecuzioni è assistito dagli avvocati Davide Salvo e Davide Noviello. Gli stessi legali rappresentano anche la scuola dell’insegnante, l’istituto delle Suore Immacolatine. Anche l’istituto ha presentato querela, ipotizzando il reato di diffamazione.
L’arresto di Don Alì è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Torino.

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