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REGIONE PIEMONTE
07 Gennaio 2026 - 15:35
Cantieri in corso Giulio Cesare - 2023
La Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato le norme temporanee della legge "Cresci Piemonte", che dimezzano i tempi delle procedure urbanistiche per accelerare investimenti legati a fondi europei, Pnrr e regionali. Questa misura, valida fino al 31 dicembre 2030, risponde alle esigenze di enti locali e associazioni di categoria per semplificare varianti ai piani regolatori.
La I Commissione Programmazione e Bilancio e la II Commissione Pianificazione Territoriale e Urbanistica hanno dato il via libera al disegno di legge regionale "Cresci Piemonte". Il provvedimento introduce procedure semplificate per varianti strutturali e semplificate, riducendo i tempi della prima conferenza da 60 a 30 giorni, della seconda da 90 a 45 giorni e della pubblicazione delle osservazioni da 60 a 30 giorni, se non è richiesta la Valutazione Ambientale Strategica (Vas).
Per Torino, impegnata nella revisione del Piano Regolatore, i tempi della seconda conferenza passano da 120 a 60 giorni.
Le norme estendono le semplificazioni anche a interventi privati strategici oltre 5 milioni di euro e prevedono una cabina di regia per monitorare i tempi nelle otto province capoluogo. Viene istituito un tavolo per una nuova legge urbanistica, aggiornando quella del 1977, e stanziati 1,4 milioni di euro prioritariamente per Comuni sotto i 5.000 abitanti. Le varianti semplificate possono essere usate anche senza progetto edilizio per aree sotto i 10 ettari.
Il provvedimento si applica a oltre 5 miliardi di euro di investimenti, inclusi 1,7 miliardi Pnrr (rendicontabili entro il 2026), 1,5 miliardi Fesr e altri fondi europei.
«Questa legge nasce dalle sollecitazioni degli enti locali e delle associazioni di categoria e dall’esigenza di avere procedure semplificate e tempi ridotti per le varianti urbanistiche in modo da poter spendere in tempo le risorse del Pnrr e i fondi europei. In queste settimane abbiamo raccolto gli spunti dai vari soggetti coinvolti e messo a punto una norma che si applica anche ai Comuni più grandi, a partire da Torino, alle prese con l’approvazione dei nuovi piani regolatori», dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
«L’obiettivo è incentivare lo sviluppo del Piemonte per renderlo più attrattivo agli occhi degli investitori, con riflessi positivi in termini di ricaduta occupazionale», aggiunge l’assessore all’urbanistica Marco Gallo. «Un provvedimento importante per gli enti locali – aggiunge l’assessore agli enti locali, Enrico Bussalino -. Ai Comuni più grandi garantiamo una sburocratizzazione concreta, mentre ai più piccoli offriamo semplificazione e contributi significativi per redigere le varianti urbanistiche e rafforzare la loro capacità di programmazione».
«L’avvio di un iter più snello e l’adozione di normative semplificate aumentano il grado di fiducia del territorio agli occhi degli investitori, con effetti economici e occupazionali significativi», ha sottolineato Roberto Ravello, presidente della I Commissione. Mauro Fava, presidente della II Commissione, ha evidenziato che «questo rappresenti un buon punto di partenza: dobbiamo lavorare quanto prima a una nuova legge urbanistica che consenta al Piemonte di rigenerarsi in modo concreto ed efficace».
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