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IL PROGETTO

Piemonte, fino a 6mila euro per poter gestire lavoro e famiglia

A.L.fa: "Le donne troppo spesso devono scegliere tra carriera e vita privata"

Piemonte, fino a 6mila euro per poter gestire lavoro e famiglia

La Regione Piemonte lancia il piano A.L.Fa, un progetto sperimentale che possa coniugare lavoro e famiglia. Un investimento complessivo da circa 17 milioni di euro, con voucher fino a 6mila euro per servizi di cura e scolastici.

Il piano

Il piano vuole migliorare la qualità della vita dei lavoratori (e di conseguenza delle imprese) attraverso servizi rivolti a chi ha necessità di cura di figli minori, anziani non autosufficienti o persone con disabilità.

Un progetto rivolto anche al ceto medio. L’iniziativa, approvata dalla Giunta regionale, mira a sostenere donne e imprese attraverso welfare integrato, colmando le fratture del mercato del lavoro contemporaneo. Un intervento sperimentale, con una fase di monitoraggio iniziale tra i 6 e i 12 mesi.

Imprese

La prima fase del piano riguarda il supporto delle piccole e medie imprese nei servizi e attività di benessere dei propri lavoratori. Stanziati circa 8 milioni per il lavoro agile, smart working, mobilità sostenibile strumenti e servizi per minori, promuovendo in particolare le aggregazioni in forma associata. Ad esempio, in una via dove sono presenti sedi di diverse imprese, creare un unico asilo aziendale. Il contributo massimo è di 200mila euro: entro la fine di febbraio verrà aperto un bando pubblico regionale.

Famiglie

Nella seconda parte dell’anno, invece, saranno attivati i “voucher di conciliazione”, finanziati con circa 8,5 milioni di euro : rivolti alle donne, sia occupate che disoccupate, con un reddito ISEE fino a 40mila euro. Avranno un valore fino a 6mila euro complessivi per una durata di 12 mesi (anche non consecutivi) e senza obbligo di rendicontazione. Per favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro, le donne disoccupate potranno richiedere il voucher garantendo la partecipazione a percorsi di politica attiva. L’aiuto può essere utilizzato per servizi educativi per l’infanzia nella fascia 0-3 anni, a servizi scolastici correlati (pre/post scuola, mensa, trasporti) per i 3-6 anni e ad attività ricreative durante la chiusura delle scuole, al baby sitting e ad attività educative e ricreative fino ai 17 anni, oltre che servizi di cura e accompagnamenti per persone con disabilità o non autosufficienti.

Il commento

«Il piano vuole tendere una mano alle donne, troppo spesso costrette a scegliere tra lavoro e famiglia - commenta Elena Chiorino - Sono delle misure capaci di migliorare la qualità della vita, rendendo le imprese più attrattive, responsabili e competitive».

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