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Il caso

Pronto soccorso e 118, firmato l’accordo sull’indennità: 48 milioni e arretrati per oltre 600 operatori

Accordo da oltre 48 milioni per l'indennità di pronto soccorso: per circa 600 operatori del 118 fino a 36 euro al giorno (arretrati dal 1° gennaio 2024), mentre circa 50 addetti al 112 restano esclusi

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È stato firmato mercoledì scorso l’accordo sull’indennità di pronto soccorso tra Regione, Azienda Zero – che gestisce il servizio di emergenza 118 – e le organizzazioni sindacali Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up, nell’ambito del contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024.

L’intesa mette sul piatto oltre 48 milioni di euro di fondi ministeriali, con decorrenza dal 1° gennaio 2024 e il riconoscimento anche degli arretrati per tutto il personale avente diritto. Un passaggio che interessa in Piemonte circa 600 operatori del 118, che per la prima volta vedranno riconosciuta in modo strutturale l’indennità.

«È un passo significativo verso il giusto riconoscimento di tutto il personale dell’emergenza-urgenza – sottolinea Daniele Baldinu, segretario regionale – grazie alle nostre insistenze, da quest’anno l’indennità viene garantita anche ai 118isti».

Nel dettaglio, l’accordo prevede un aumento e una diversificazione delle indennità in base alle funzioni svolte: per il personale infermieristico l’indennità arriva fino a 36 euro al giorno, una cifra che, su una media di 14 turni mensili, equivale a circa 509 euro in più al mese, oltre 6mila euro l’anno.

Negli anni precedenti l’importo oscillava tra 22 e 26 euro: l’elemento centrale dell’accordo, spiegano i sindacati, è stato proprio l’allargamento della platea dei beneficiari, per evitare nuove disparità di trattamento.

Resta però aperto il nodo degli operatori del Numero Unico 112, circa 50 lavoratori della pubblica amministrazione, esclusi al momento dall’indennità. «Parliamo di personale altamente formato, che non svolge un semplice lavoro di centralino – spiega Baldinu– ma che risponde a chiamate di emergenza. Abbiamo chiesto almeno un riconoscimento minimo, anche solo 10 euro al giorno, per sanare una disparità contrattuale evidente».

Secondo i sindacati, si tratta di un vero e proprio “cortocircuito” tra amministrazione pubblica e addetti del 112, che oggi restano esclusi perché il loro inquadramento prevede il pagamento tramite fondi interni. «Sarebbe una pseudo-indennità, ma rappresenterebbe comunque un primo riconoscimento, mai previsto prima», aggiunge Chiola.

Nei prossimi mesi sono attesi i primi effetti concreti dell’accordo: le erogazioni per pronto soccorso e 118 dovrebbero partire dopo l’adozione della delibera regionale (Dgr) sui fondi disponibili. Un nuovo incontro tra sindacati, Regione e Azienda Zero è già fissato per il 15 gennaio, mentre entro il 31 dicembre 2026 dovranno essere definiti i termini della convenzione tra Regione e Azienda Zero.

Intanto, una certezza c’è: i nuovi assunti del 118 entreranno già con l’indennità riconosciuta, evitando disparità che in passato avevano alimentato tensioni e contenziosi.

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