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09 Gennaio 2026 - 10:23
Due agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti negli istituti di Ivrea, nel Torinese, e Brissogne, in Valle d’Aosta. A denunciarlo è il sindacato Sinappe, che torna a puntare l’attenzione sulle condizioni di lavoro all’interno delle carceri.
Nel carcere di Brissogne, un agente è stato aggredito da un detenuto mentre interveniva per impedire gesti autolesivi, messi in atto – secondo quanto riferisce il sindacato – per motivi ritenuti pretestuosi.
Più gravi le conseguenze a Ivrea, dove un altro agente ha riportato la rottura di alcune costole, con diversi giorni di prognosi, durante un intervento di contenimento di una persona detenuta che, stando al Sinappe, sarebbe presumibilmente affetta da problemi psichiatrici.
«Il problema dei detenuti extracomunitari facinorosi e recidivi va affrontato con la massima severità – afferma Matteo Ricucci, vice segretario regionale del Sinappe per Piemonte e Valle d’Aosta – sostenendo e velocizzando la politica dei rimpatri, perché la loro presenza in cella rappresenta un costo sociale ed economico oltre che un rischio per il personale».
Dal segretario nazionale Raffaele Tuttolomondo arrivano richieste precise: incremento immediato delle unità di personale, trasferimento dei detenuti più violenti e con patologie psichiatriche conclamate in strutture sanitarie dedicate e dotazioni di sicurezza più efficaci e moderne per gli agenti.
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