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CAAT
26 Febbraio 2026 - 13:30
Al CAAT, i Mercati Generali di Torino attivi dal 1989, si è aperto un confronto interno sul possibile passaggio dall’attuale modello notturno (apertura alle 3.30) a un orario diurno
Al CAAT, i Mercati Generali di Torino attivi dal 1989, si è aperto un confronto interno sul possibile passaggio dall’attuale modello notturno (apertura alle 3.30) a un orario diurno, con fascia indicata tra le 11 e le 16. Contro l’ipotesi sono state raccolte circa mille firme, sottoscritte da operatori della filiera, tra cui ambulanti, coltivatori diretti, cooperative di facchinaggio e anche alcuni grossisti.
Il tema è arrivato al voto nell’assemblea dell’associazione dei grossisti Fedagro Apgo, guidata da Vittorio Rovetta, che ha inserito in agenda la decisione sul nuovo orario. Rovetta ha riferito che l’esito ha dato un via libera “in larga maggioranza” all’apertura diurna, motivando la scelta con esigenze di ricambio generazionale, riduzione dei costi e modernizzazione del mercato.
L’esito del voto è però contestato da una parte degli operatori. Nino Monticone, grossista e tra i promotori della raccolta firme, sostiene che la consultazione sia stata presentata in modo non rappresentativo e che alcuni contrari avrebbero scelto di non votare. Monticone riferisce inoltre che le schede proponevano due opzioni di apertura diurna (alle 7 oppure alle 11) e contesta la lettura del risultato come una “larga maggioranza”.
La decisione operativa, in ogni caso, non dipende solo dall’associazione dei grossisti. Il dossier passa ora alla dirigenza del CAAT e al Comune di Torino, indicato come azionista di maggioranza. L’assessore comunale al Commercio Paolo Chiavarino ha annunciato l’intenzione di convocare nei prossimi giorni i soggetti coinvolti per un confronto e per individuare un punto di equilibrio. Nel frattempo, Rovetta indica giugno come mese possibile per l’avvio del nuovo orario.
A sostegno del cambio, Rovetta richiama l’evoluzione della logistica e delle regole sui trasporti: secondo la sua posizione, una quota crescente di merce fresca proveniente dal Centro-Sud arriverebbe dopo le 5.00–6.00, rendendo meno funzionale l’attuale modello notturno. L’orario diurno, nelle sue intenzioni, permetterebbe di lavorare su merce appena scaricata, con effetti su programmazione, efficienza e qualità del servizio.
Sul fronte opposto, tra le circa 200 aziende che operano al CAAT e un giro d’affari annuo indicato vicino al mezzo miliardo, emergono prese di posizione divergenti. Coldiretti e Confesercenti hanno espresso contrarietà al cambio di orario. Le critiche si concentrano su aspetti pratici legati alla movimentazione e alla conservazione della merce nelle ore centrali della giornata e sull’impatto per gli acquirenti e per gli ambulanti che riforniscono i mercati rionali nelle prime ore del mattino. Il confronto resta aperto in attesa delle decisioni di CAAT e Comune.
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