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Far West alle Molinette: paziente prende a calci un infermiere e gli frattura il torace

Ennesimo episodio ai danni dei professionisti della sanità in un ospedale: «Situazione insostenibile»

Far West alle Molinette: paziente prende a calci un infermiere e gli frattura il torace

Far West alle Molinette: paziente prende a calci un infermiere e gli frattura il torace

Ancora un'aggressione ai danni di un professionista della sanità, ancora un ospedale trasformato in saloon. Questa volta è successo a Torino, al pronto soccorso delle Molinette, dove ieri, intorno alle 16.30, un infermiere è stato colpito con un calcio al torace da un paziente in stato alterato. Un'aggressione violenta, tanto che l'infermiere ha riportato la frattura del torace e una prognosi di 35 giorni. Un episodio grave, che segue di pochi giorni quanto già accaduto all'ospedale di Ciriè e che conferma come le aggressioni ai danni dei professionisti sanitari non siano più eventi isolati, ma una realtà quotidiana sempre più preoccupante.

A rendere noto quanto accaduto è il sindacato del Nursing Up: «Non possiamo continuare a commentare aggressioni a posteriori con la solita solidarietà di circostanza. - commenta Francesco Malara, dirigente Nursing Up - Qui siamo di fronte a lavoratori che rischiano l'incolumità fisica ogni giorno. Oggi parliamo di uno sterno fratturato, domani cosa dovremo raccontare?». L'episodio riaccende i riflettori su un sistema che, secondo il sindacato, non è più in grado di garantire condizioni minime di sicurezza. La gestione delle situazioni di violenza, la tempestività degli interventi e l'effettiva applicazione della flagranza di reato restano nodi ancora irrisolti. «È evidente che serve un cambio di passo immediato - sottolinea Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta - Non basta più indignarsi dopo. Serve prevenzione, servono protocolli chiari e strumenti concreti per tutelare chi lavora in prima linea. Dal 1° maggio arriveranno le guardie armate negli ospedali del Canavese: è un segnale, ma non può essere l'unica risposta».

Oltre alla sicurezza, resta aperto anche il fronte organizzativo. «L'aggressione solleva domande che il sistema sanitario continua a ignorare: chi coprirà i turni del collega aggredito? Su chi ricadrà, ancora una volta, il peso di un'organizzazione già al limite? Non possiamo continuare a chiedere a professionisti già stremati di coprire ulteriori carichi di lavoro - prosegue Malara - Si continua a spremere un sistema che non regge più, senza garantire né tutele né valorizzazione».

Per Nursing Up, la situazione ha ormai superato ogni soglia di sostenibilità. La sicurezza degli operatori e la qualità dell'assistenza sono due facce della stessa medaglia: ignorarne una significa compromettere entrambe. «Chiediamo un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti per garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici in pronto soccorso. La situazione è insostenibile. Serve un cambiamento radicale che vada oltre le parole, con provvedimenti concreti», conclude Delli Carri. 

 

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