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Trasferimento ospedaliero

Leonardo Bove trasferito al Niguarda: condizioni gravi dopo l’incendio di Crans-Montana

Il 16enne, ricoverato fino a ieri a Zurigo, arriva al Centro grandi ustioni raggiungendo altri 11 pazienti italiani, di cui tre suoi compagni di classe

Leonardo Bove trasferito al Niguarda: condizioni gravi dopo l’incendio di Crans-Montana

È arrivato all’Ospedale Niguarda di Milano Leonardo Bove, lo studente 16enne del liceo Virgilio rimasto gravemente ferito nell’incendio di Crans-Montana. Dopo giorni di ricovero all’Ospedale di Zurigo, le sue condizioni cliniche hanno finalmente consentito il trasferimento in Italia, avvenuto nella giornata di domenica 11 gennaio.

Il ragazzo presenta ustioni su oltre il 50% del corpo e gravi danni provocati dall’inalazione di fumi tossici. Con il suo arrivo, salgono a 12 i pazienti ricoverati al Niguarda in seguito al rogo: tutti sono considerati in condizioni gravi e si trovano in prognosi riservata.

Il via libera al rientro in Italia è giunto solo dopo una lunga attesa, dovuta sia alla delicatezza delle condizioni cliniche del giovane sia al maltempo che ha colpito le Alpi svizzere. Le intense nevicate hanno, infatti, ritardato il decollo dell’elicottero, costretto ad attendere una finestra meteo favorevole.

A confermare per primo l’autorizzazione al trasferimento era stato Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia: "Abbiamo avuto l’ok dai medici svizzeri al trasferimento del ragazzo milanese ferito e le condizioni meteo ci offrono una finestra utile per il viaggio".

Nel pomeriggio, l’elicottero di Areu, decollato dalla base di Bergamo con un’équipe sanitaria specializzata, ha raggiunto Zurigo per riportare il giovane a Milano. "Attendiamo l’arrivo all’ospedale Niguarda entro la serata", aveva spiegato Bertolaso poche ore prima del rientro.

Leonardo Bove è ora ricoverato nel Centro grandi ustioni del Niguarda, dove si trovano anche altri undici feriti italiani coinvolti nell’incendio. Con lui ci sono tre compagni di classe, anch’essi vittime del rogo. I medici continuano a monitorare costantemente le loro condizioni, che restano estremamente delicate.

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