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Pensioni 2026: ritardi INPS, taglio Irpef e “incremento al milione”, cosa cambia per i pensionati

Dopo i disguidi di gennaio, a febbraio arrivano arretrati, aumenti fiscali e maggiorazioni per i trattamenti minimi: ecco chi ne beneficia e quanto può guadagnare in più ogni mese

Pensioni 2026: ritardi INPS, taglio Irpef e “incremento al milione”, cosa cambia per i pensionati

L’inizio del 2026 non è stato semplice per milioni di pensionati italiani. Problemi burocratici e ritardi nei sistemi informatici dell’INPS hanno fatto sì che alcune misure previste dalla Legge di Bilancio non fossero applicate in tempo. Di conseguenza, a gennaio molti pensionati hanno ricevuto cedolini parziali: gli aumenti legati alla perequazione automatica sono stati calcolati, ma gli eventuali arretrati e le modifiche introdotte dalla nuova normativa non sono stati ancora erogati.

Secondo quanto previsto dall’Istituto, la situazione dovrebbe normalizzarsi lunedì 2 febbraio 2026, quando i pensionati vedranno finalmente applicati i nuovi parametri di calcolo della pensione netta, con il pagamento degli arretrati relativi a gennaio.

Uno degli interventi più attesi della Manovra 2026 riguarda la rimodulazione degli scaglioni Irpef, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio. La misura principale interessa i redditi annui compresi tra 28.000 e 50.000 euro, per i quali l’aliquota passa dal 35% al 33%, garantendo un risparmio netto del 2%.

Non tutti, però, beneficiano della riduzione. La normativa prevede un tetto di reddito pari a 200.000 euro annui: oltre questa soglia, la riduzione della detrazione per redditi da pensione annulla l’effetto del taglio Irpef, rendendo la misura neutrale per i pensionati con redditi elevatissimi.

Esempi concreti dell’impatto mensile:

  • pensione annua 30.000 euro: risparmio annuale di circa 40 euro, pari a un aumento mensile di 3 euro circa

  • pensione annua 40.000 euro: risparmio annuo di 240 euro, ossia un incremento mensile di 18 euro circa

  • pensione annua 50.000 euro: beneficio massimo di 440 euro all’anno, corrispondente a circa 34 euro mensili. A febbraio, con gli arretrati di gennaio, l’incremento una tantum sarà di circa 67 euro.

La Manovra 2026 rafforza anche il cosiddetto “incremento al milione”, destinato ai pensionati con assegni minimi, titolari di Assegno Sociale o pensioni di invalidità civile totale. L’importo di riferimento cresce di 20 euro mensili, passando da 135 a 155 euro.

La misura non è universale: per i pensionati ordinari il diritto scatta generalmente al compimento dei 70 anni, con possibilità di anticiparlo a 65 anni in base agli anni di contribuzione; per i percettori di invalidità civile, l’accesso è possibile già dalla maggiore età.

Con la nuova maggiorazione, l’importo massimo percepibile per queste prestazioni sale a 770 euro mensili. Anche in questo caso, gli arretrati di gennaio saranno corrisposti insieme alla mensilità di febbraio.

L’inizio del 2026 ha, quindi, visto un temporaneo rallentamento nell’erogazione delle pensioni, ma già da febbraio i pensionati potranno beneficiare delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio:

  • taglio Irpef del 2% sui redditi medi

  • aumento dell’incremento al milione di 20 euro

  • pagamento degli arretrati di gennaio

Una serie di interventi che, seppur graduali, mirano a migliorare il reddito netto dei pensionati e a sostenere i più fragili, con un impatto più significativo per chi percepisce assegni medio-alti.

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