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Arte
06 Marzo 2026 - 06:46
Una delle immagini in mostra
A Camera la mostra di Toni Thorimbert che era stata ideata dal compianto Luca Beatrice, “Donne in vista”; nella Cripta di San Michele Arcangelo quella dedicata a Yorgos Lanthimos, il regista del film Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia “Poor things”; le immagini di Diana Markosian in anteprima mondiale alle Gallerie d’Italia; le foto delle isole italiane di Bernard Plossou al Museo Regionale di Scienze Naturali; il femminismo nelle fotografie della torinese Paola Agosti al Museo del Risorgimento, “Back in Ibiza e altre storie” di Dean Chalkley al Circolo del Design; all’Archivio di Stato di Torino gli scatti di Carlo Mollino, Auguste Belloc, Wilhem von Gloeden e Ralph Gibson, e in sei spazi no profit della città le rassegne di altrettanti giovani artisti internazionali. Fin qui le mostre indoor. E poi quelle outdoor all’aperto: nella corte e nel portico di Palazzo Carignano, sotto i portici di piazza San Carlo e di via Po, sulla cancellata della Mole Antonelliana e di Palazzo Cisterna e su 26 billboard (manifesti) urbani con una collettiva che rende omaggio a “I tuffatori” di Nino Migliore. Tutto questo in due mesi, dal 9 aprile al 2 giugno, e nello spazio di un miglio, il “miglio della fotografia”.
Torna sotto la Mole “Exposed Torino Photo Festival”, la rassegna promossa da una cabina di regia composta dalla Regione Piemonte, dalla Città di Torino, dalla Camera di Commercio, fondazioni bancarie e istituzioni culturali. “Mettersi a nudo”, Laid bare, è il tema di questa terza edizione curata e realizzata da Camera – Centro Italiano per la Fotografia e con la direzione artistica affidata a Walter Guadagnini.
Seicentomila euro il budget di un palinsesto fatto di mostre, incontri, eventi e iniziative diffuse, per una Torino sempre più punto di riferimento della fotografia. Anche se, sottolinea Guadagnini, «con due istituzioni come le Gallerie d’Italia e Camera Torino è già la città della fotografia d’Italia».
Mancava, però, aggiunge, «quell’esplosione di energia che dà un festival e che abbiamo voluto concentrare principalmente in un miglio, così da poterlo percorrere a piedi». Sono 18 i luoghi del festival che tracciano un percorso immersivo all’aperto e al chiuso, creando così un legame con il tessuto urbano e consentendo la fruibilità a pubblici più estesi.
«Nelle mostre indoor è il pubblico che cerca la fotografia – è ancora Guadagnini -, in quelli outdoor è la fotografia che cerca il pubblico». E aggiunge: «Si tratta di mostre vere e proprie, con tante opere».
Tra gli appuntamenti in programma quello di venerdì 10 aprile con “Esterno notte”, il grande evento di proiezioni all’aperto – cui parteciperà anche Tag, l’associazione che riunisce 16 gallerie d’arte contemporanea torinesi - disseminate per le vie e i quartieri di Torino. Palazzi, muri, finestre, cortili, balconi diventeranno grandi schermi per riscoprire gli spazi quotidiani sotto una nuova luce.
Vi sarà anche un nuovo premio dedicato all’editoria fotografica giovane, mentre torna per la seconda volta il premio Garesio dedicato alla fotografia documentaria. Exposed integra, poi, la sua proposta espositiva con momenti di approfondimento accessibili a tutta la cittadinanza. Una sezione speciale, “Lavori in corso”, verrà dedicata alla sperimentazione.
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