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08 Gennaio 2026 - 12:15
Chi ha un assegno pensionistico più basso del previsto può avere una soluzione concreta: richiedere all’Inps il ricalcolo della pensione, noto anche come neutralizzazione dei contributi. Questa procedura consente di escludere dal calcolo i periodi lavorativi con stipendio inferiore, ottenendo così un assegno più elevato.Chi può richiedere il ricalcolo della pensione
Il ricalcolo Inps non è per tutti. Possono accedervi solo coloro che rispettano requisiti precisi:
Aver iniziato a lavorare prima del 1996.
Aver compiuto 67 anni (età della pensione di vecchiaia).
Avere periodi di carriera da “neutralizzare” negli ultimi anni di lavoro, quando gli stipendi erano più bassi.
La misura riguarda soprattutto chi ha una pensione calcolata almeno in parte con il metodo retributivo, cioè il calcolo basato sugli stipendi ricevuti negli ultimi anni, e non solo sui contributi versati.
Il principio della neutralizzazione dei contributi nasce da sentenze giudiziarie:
2017: Corte costituzionale
2024: Cassazione
Il meccanismo serve a chi, dopo aver maturato i requisiti pensionistici, ha continuato a lavorare, magari in contratti part time o con stipendi ridotti. In questi casi, paradossalmente, l’assegno può diminuire. La neutralizzazione permette di escludere i periodi meno remunerativi e calcolare la pensione sugli anni precedenti.
Il ricalcolo Inps è disponibile per:
Pensionati di vecchiaia.
Pensionati anticipati (solo dopo i 67 anni).
È necessario aver versato contributi prima del 31 dicembre 1995 per beneficiare del metodo retributivo. In questo modo, gli ultimi stipendi bassi non ridurranno più l’assegno pensionistico.
Possono essere neutralizzati solo i contributi relativi ai periodi con reddito più basso dopo aver maturato i requisiti pensionistici.
Non si possono eliminare i primi anni di carriera.
Si escludono solo i periodi che hanno danneggiato l’assegno (ad esempio contratti part time o stipendi ridotti).
I periodi di Naspi sono già neutralizzati automaticamente dall’Inps.
Chi ha almeno 67 anni e 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia) o 42 anni e 10 mesi di contributi (pensione anticipata) può chiedere di tagliare gli anni “extra” per aumentare l’assegno.
Per richiedere il ricalcolo della pensione, bisogna presentare una domanda all’Inps:
Tramite la pagina online dell’Inps
Oppure tramite patronati o uffici territoriali Inps
È necessario indicare i periodi da neutralizzare e fornire documentazione come buste paga o altri certificati.
Il ricalcolo è retroattivo, quindi include anche eventuali arretrati. Attenzione ai termini: la domanda va presentata entro tre anni dalla prima mensilità liquidata, altrimenti decade il diritto al ricalcolo.
Il ricalcolo Inps può fare la differenza per chi ha pensioni basse a causa di stipendi ridotti negli ultimi anni. Verificare i requisiti e fare domanda in tempo può significare guadagnare di più e ottenere un assegno pensionistico corretto.
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