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Il caso

Crans-Montana, chieste analisi sui social del bar: “Rischio occultamento delle prove”

L’avvocato delle famiglie delle vittime sollecita la Procura

Crans-Montana, chieste analisi sui social del bar: “Rischio occultamento delle prove”

Proseguono le indagini sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio nel bar “Le Constellation” ha causato la morte di 40 giovani e oltre 100 feriti. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità. Al momento risultano indagati per omicidio colposo e incendio colposo i titolari del locale, Jacques e Jessica Moretti, marito e moglie.

In questa fase, l’attenzione degli investigatori si concentra anche sulla traccia digitale lasciata dal bar. L’avvocato Jordan Romain, che rappresenta oltre venti famiglie tra vittime e feriti, ha chiesto alla Procura di procedere con l’estrazione del maggior numero possibile di dati dai profili social riconducibili al locale.

Profili chiusi dopo la richiesta

Già il 4 gennaio, il legale aveva domandato di acquisire il contenuto completo delle pagine Facebook legate al bar, specificando che risultavano ancora online i profili “Old Constellation” e “Le Constellation”.

A distanza di pochi giorni dalla richiesta, però, entrambi i profili risultano chiusi, un elemento che ha rafforzato i timori della difesa delle famiglie.

Secondo quanto emerge dagli atti, l’obiettivo è acquisire messaggi, contenuti pubblicati, profili personali degli operatori del locale – che includevano immagini dell’attività lavorativa – e qualsiasi elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

La richiesta alla Procura comprende anche l’accesso a cronologia delle connessioni, indirizzi IP, dati di localizzazione e identità del profilo che avrebbe effettuato quella che viene definita una vera e propria “pulizia digitale”.

Nella sua istanza, l’avvocato sottolinea inoltre l’importanza di identificare il sistema di videosorveglianza del locale, ritenuto un elemento potenzialmente decisivo per chiarire la dinamica dell’incendio.

«È urgente intervenire – scrive Romain – perché è evidente il tentativo di occultare le prove».

Il legale ha anche suggerito l’utilizzo del sistema Leedir (Leadership for the Investigation of Illicit Enrichment and Disclosure), una piattaforma cloud utilizzata dalle forze dell’ordine per raccogliere e analizzare grandi quantità di foto, video e file audio forniti dal pubblico durante emergenze di vasta portata.

Attraverso questo strumento, testimoni e cittadini potrebbero caricare materiali relativi al locale nel giorno dell’incendio, ma anche nei mesi o negli anni precedenti, consentendo alla Procura un accesso centralizzato ai contenuti.

Un sistema già sperimentato, come ricorda lo stesso Romain, durante le indagini sull’attentato alla maratona di Boston.

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