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Richiesta di archiviazione
15 Gennaio 2026 - 15:04
La Procura di Biella ha chiesto l’archiviazione della denuncia per violenza e molestia sessuale presentata da una lavoratrice contro un 51enne responsabile di reparto in un’azienda tessile di Valdilana. Tutte le avances furono respinte. Nella richiesta firmata dal pm, al vaglio del gip, si legge che le condotte descritte non sarebbero sufficientemente circostanziate e, per la contestazione dei maltrattamenti, l’ambiente di lavoro non rientrerebbe nei casi previsti dalla norma.
Per la procura, la narrazione degli episodi non è "sufficientemente precisa". In particolare, non sarebbe chiaro se alcuni toccamenti siano avvenuti "sul seno", ritenuto zona erogena, oppure "immediatamente sotto", che non lo sarebbe; una distinzione che inciderebbe sulla qualificazione penale dell’atto. Anche i riferimenti ai contatti sul fondoschiena, secondo il pm, non avrebbero contorni adeguatamente definiti tra "sfioramenti" e "appoggi lascivi". Quanto all’ipotesi di maltrattamenti, la richiesta sostiene che un luogo di lavoro, in questo caso un’azienda con circa 40 dipendenti, non è equiparabile a un contesto familiare o parafamiliare cui è destinata la norma specifica.
Tra le ragioni della richiesta di archiviazione, la Procura evidenzia la tardività della querela, presentata nel luglio 2024 dopo le dimissioni di marzo, per fatti risalenti a un periodo precedente alla cessazione del rapporto di lavoro. La donna ha spiegato di non aver denunciato prima per il timore di perdere l’unica fonte di reddito, soprattutto dopo l’infortunio sul lavoro del marzo 2017 e la diagnosi di sclerosi multipla nel giugno successivo, che l’avevano costretta a lunghi periodi di inattività e a un cambio di mansioni. È in questa fase che, secondo il suo racconto, sarebbero iniziati il divieto di interagire con i colleghi e un controllo costante sulla sua vita privata.
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