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La condanna

Giorgio Rossetto, attivista No Tav e volto storico di Askatasuna, condannato a cinque mesi

Il Tribunale di Imperia condanna Giorgio Rossetto a cinque mesi per violazione della sorveglianza speciale: l'attivista annuncia appello e ricorso di incostituzionalità e minaccia di continuare a sfidare le restrizioni

Giorgio Rossetto, attivista No Tav e volto storico di Askatasuna, condannato a cinque mesi

Il Tribunale di Imperia ha emesso il suo verdetto nei confronti di Giorgio Rossetto, figura storica del movimento No Tav e del centro sociale torinese Askatasuna. Il giudice Francesca Chiara Eleonora Di Naro ha inflitto all’attivista una pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione. L’accusa riguarda la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, misura a cui Rossetto era sottoposto dal 2023 su decisione del tribunale di Torino.

L'episodio contestato risale al dicembre 2024, quando fu arrestato a Taggia; l'attivista si era recato nella cittadina ligure per far visita alla propria compagna, contravvenendo alle restrizioni imposte.

Rossetto durante l'udienza ha definito il suo percorso una "persecuzione giudiziaria", sottolineando tutte le restrizioni che gli sono state imposte quali il ritiro della patente, provvedimento che gli avrebbe causato difficoltà in ambito lavorativo e sociale, il divieto di entrare nei locali pubblici dalle 17 alle 20, di andare ai funerali, alle pubbliche riunioni, alle iniziative dell’Anpi e di svolgere la sua attività sindacale. Tra le altre limitazioni: l'andare a Taggia, dalla compagna, e l'andare a votare. L'attivista ha inoltre specificato che non accetterà questa condizione, neanche dopo la recente sentenza, precisando che, terminati i domiciliari, continuerà a violare la sorveglianza speciale, al momento sospesa, da lui ritenuta una limitazione della libertà ingiusta.

Al termine dell’udienza, Rossetto ha manifestato la volontà di fare appello e di sollevare eccezione di incostituzionalità sul regime di sorveglianza speciale.

Riguardo alla chiusura del centro sociale Askatasuna di Torino avvenuta il 18 dicembre scorso, l'attivista ha spiegato come il centro sociale non sia un partito ma una "roba di quartiere" presente all'università, nei quartieri e in Val Susa e ha definito lo sgombero "una prova di forza di Piantedosi e quelli della destra" dichiarando che, qualora alle prossime elezioni vincesse la destra, sarebbero pronti a "farsi valere".

Giorgio Rossetto è in regime di sorveglianza speciale dal 2023 perché sospettato di essere promotore, organizzatore e direttore di una associazione per delinquere nata all’interno del centro sociale Askatasuna.

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