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Buoni fruttiferi postali 2026: quali scegliere e come funzionano

Panoramica aggiornata sui buoni di Poste Italiane tra durata, rendimenti e caratteristiche principali

Buoni fruttiferi postali 2026: quali scegliere e come funzionano

Nel 2026 l’offerta dei buoni fruttiferi postali si presenta ampia e articolata. I titoli, emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, rispondono a esigenze differenti: dalla tutela del capitale alla ricerca di rendimenti più elevati, passando per soluzioni di medio periodo e strumenti di pianificazione finanziaria.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali sono strumenti di risparmio garantiti dallo Stato. Non prevedono commissioni di sottoscrizionecosti di gestione e godono di una tassazione agevolata del 12,5% sugli interessi.
L’unico onere è l’imposta di bollo, esente fino a 5.000 euro, mentre oltre tale soglia si applica lo 0,20% annuo.

Il rimborso anticipato è sempre possibile e, fino a 50.000 euro per nucleo familiare, i buoni non concorrono al calcolo dell’ISEE.

Buono ordinario ventennale

Tra i prodotti più tradizionali rientra il buono ordinario a 20 anni. La sua caratteristica principale è il rendimento crescente nel tempo, con interessi calcolati in capitalizzazione semplice e accreditati annualmente.
Il tasso lordo parte dallo 0,75% nei primi anni e arriva fino al 3% a scadenza, rendendolo adatto a un orizzonte di lungo periodo, pur con l’incognita dell’inflazione.

Buoni di breve durata

Per chi ha esigenze di gestione temporanea della liquidità, Poste propone buoni a breve termine, come il buono semestrale. In questi casi il rendimento è riconosciuto solo a scadenza e non matura in caso di rimborso anticipato.
Si tratta di soluzioni pensate soprattutto per il reinvestimento di capitali provenienti da buoni o prodotti Supersmart in scadenza.

Buoni a 4 anni

Un’ampia parte dell’offerta 2026 riguarda i buoni quadriennali. Tra questi figurano i buoni Rinnova, riservati a chi rinnova titoli in scadenza, con interessi riconosciuti solo alla fine del periodo.
Accanto a questi esistono prodotti più flessibili, come il Buono 4 anni Plus e il Buono risparmio semplice, che offrono tassi prefissati e, in alcuni casi, premialità legate alla costanza dei versamenti.

Buoni legati alla nuova liquidità

Alcuni titoli sono riservati esclusivamente all’apporto di nuova liquidità sui libretti postali. È il caso del Buono Premium 4 anni, che riconosce un rendimento lordo più elevato rispetto ai prodotti standard.
Nella stessa categoria rientra il Buono 100, emesso per il centenario dei buoni fruttiferi, con un tasso lordo fino al 3% e una finalità sociale collegata.

Buoni a cedola e a step

Per chi preferisce una remunerazione periodica, esistono i buoni a cedola, che distribuiscono interessi semestrali.
I buoni a step, invece, prevedono tassi crescenti a intervalli prefissati, consentendo il rimborso a scadenze intermedie senza perdita degli interessi maturati.

Buoni indicizzati all’inflazione

Il buono indicizzato all’inflazione italiana è pensato per la protezione del potere d’acquisto. Ha una durata decennale e combina una quota fissa con una rivalutazione legata all’indice FOI, offrendo una copertura parziale contro l’aumento dei prezzi.

Buoni per obiettivi specifici

Completano l’offerta i buoni destinati a finalità mirate. Il Buono Soluzione Futuro è orientato all’integrazione pensionistica, con una fase di accumulo seguita da una rendita mensile.
Il buono per i minori, invece, accompagna il risparmio di bambini e ragazzi fino ai 18 anni, con rendimenti crescenti riconosciuti alla maggiore età.

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