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L'APPELLO AL MINISTERO

Le carte docente intasano il Tar Piemonte

Su 3360 ricorsi, oltre 2mila sono ottemperanze per il bonus degli insegnanti

Le carte docente intasano il Tar Piemonte

Il Tar è ingolfato per colpa delle carte docente.
C’è un’onda lunga che attraversa i corridoi di via Confienza e batte senza sosta sulle scrivanie. Un’onda fatta di fascicoli, decreti e scadenze che si accavallano. All’apertura dell’anno giudiziario amministrativo, il presidente del Tar Piemonte Raffaele Prosperi scatta una fotografia netta: su 3620 ricorsi (numeri del 1 gennaio 2026), oltre 2mila (2225) riguardano la carta docente.

Durante la cerimonia, svoltasi ieri all’aula magna di Palazzo Arsenale, il presidente Raffaele Prosperi ha lanciato un duro appello al Ministero dell’Istruzione. Il tribunale è «impantanato» da migliaia di ricorsi legati alla mancata erogazione del bonus.
Cioè, oltre a due terzi sono cause avviate dagli insegnanti per ottenere il budget (500 euro) per l’aggiornamento professionale e di formazione. E qui c’è “l’inghippo”. «Questi ricorsi vengono risolti dai tribunali del lavoro - spiega il presidente - ma con sentenze a stampone». A questo punto, gli uffici non versano la somma e «diventa necessario rivolgersi al Tar per ottemperanza», intasando tutto. «Nel 2024 sono stati 887 a fronte di 1082 ricorsi di genere disparato, ma nel 2025 sono saliti a 2.225. Lascio immaginare - continua il presidente - il peso amministrativo a fronte di altri 1390 da definirsi ordinari».

Per alleggerire il carico della terza sezione, il Tar ha “dirottato” i ricorsi provenienti da Cuneo, Alessandria e Asti. Ma non basta.
«Una situazione che riguarda molti tribunali amministrativi italiani, ma quello del Piemonte è il più tartassato: sembra una montagna impossibile da scalare. Ci si domanda come gli uffici del Ministero dell’Istruzione, dopo anni, non siano giunti a definire questa questione, che danneggia gli uffici pubblici e l’erario». E poi, ci sono anche le carenze della pianta amministrative. Prosperi elenca: «Siamo 9 magistrati e 3 presidenti, un totale di 12 ma dovremmo essere 14». Ma ad “avere la peggio” è il «personale amministrativo: 5 funzionari su 8 e 6 assistenti su 9».

L’appello lanciato al Ministero è dunque quello non solo di intervenire per “stappare” il Tar piemontese, ma anche di sfoltire le pratiche testuali che, «tra norme che si accavallano, possono anche portare il giudice in errore».

Un grido d’allarme ripetuto: «Nella relazione dello scorso anno si era cercato di consigliare a chi è titolare dei poteri normativi, ed eventualmente anche alle forze sindacali, di trovare un rimedio per l’attribuzione di questi 500 euro annuali. Ma naturalmente, così come altre raccomandazioni agitate in questa occasione, si è trattato solamente di una “voce nel deserto”, tanto da far pensare che queste cerimonie per l’inaugurazione dell’anno giudiziario siano solamente delle occasioni da classificare tra il formale e il mondano. Non si sa quali saranno le conseguenze, ma per l’immediato futuro non voglio illudermi».

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