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Il caso
20 Gennaio 2026 - 14:00
Continua a far discutere il semestre filtro di Medicina, il percorso propedeutico all’iscrizione alla facoltà di Medicina e Chirurgia, introdotto quest’anno. Dopo le polemiche legate a presunte irregolarità durante i test, tenutisi tra fine novembre e inizio dicembre, la procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per tentata truffa a seguito della denuncia presentata dal Cineca, il consorzio interuniversitario incaricato di gestire i test per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur).
Come riportato da Il Resto del Carlino, la denuncia si articola su due filoni principali. Il primo riguarda i tentativi di ottenere anticipatamente le domande d’esame: tra il 7 e il 9 dicembre, pochi giorni prima del secondo appello, alcuni hacker avrebbero tentato di carpire le prove di chimica, fisica e biologia, simulando comunicazioni ufficiali tramite phishing. In particolare, l’obiettivo era ottenere le domande di fisica, la materia che aveva creato più difficoltà agli studenti, attraverso richieste indirizzate ai tecnici del Cineca. Alcune mail sembravano provenire persino da dirigenti del Mur. Tuttavia, il consorzio non è caduto nella trappola: i tecnici hanno immediatamente informato i vertici e la polizia postale, rispondendo alle comunicazioni sospette con link studiati per identificare i truffatori.
Il secondo filone dell’indagine riguarda la diffusione di notizie false sulla regolarità dei test da parte di alcuni studi legali. Alcuni avvocati avrebbero condiviso sui social screenshot di domande che apparivano reali, ma che, in realtà, erano errate, con l’intento, presunto, di convincere gli studenti della possibilità di ricorrere contro l’esame e offrire servizi legali a pagamento.
Il semestre filtro, previsto in due appelli il 20 novembre e il 10 dicembre, rimane, dunque, al centro di un’inchiesta che unisce cybercrimine e presunte strategie di profitto legale, confermando l’attenzione delle autorità sulla tutela della regolarità dei test universitari.
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