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La mobilitazione

Coldiretti Torino a Strasburgo per bloccare l'accordo Ue‑Mercosur

Si teme l'importazione di prodotti agroalimentari provenienti dal Sud America realizzati senza il rispetto degli standard di sicurezza, delle norme a tutela della salute dei consumatori, delle politiche ambientali e dei diritti dei lavoratori che gli agricoltori locali sono tenuti a osservare

Coldiretti Torino a Strasburgo per bloccare l'accordo  Ue‑Mercosur

Una delegazione rappresentativa degli agricoltori della Coldiretti di Torino ha preso parte alla mobilitazione organizzata a Strasburgo, proprio davanti alla sede ufficiale del Parlamento Europeo. L'obiettivo principale della trasferta è stato quello di manifestare una netta opposizione all'accordo commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur, la cui discussione è stata calendarizzata a partire dalla seduta odierna. In questa sede, gli eurodeputati sono chiamati a votare un documento che propone di sottoporre l'intesa al vaglio della Corte di Giustizia Europea, al fine di accertarne la piena compatibilità con l'attuale ordinamento giuridico comunitario.

L'intento di questa mobilitazione è stato illustrato da Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino, che ha sottolineato come la scelta di Strasburgo non sia stata casuale: la delegazione ha voluto trasferire le rimostranze del comparto agricolo direttamente nel fulcro della democrazia continentale. I partecipanti alla protesta hanno spiegato ai parlamentari come il Mercosur rappresenti un varco pericoloso per il mercato italiano ed europeo. Il rischio concreto è l'invasione di prodotti agroalimentari provenienti dal Sud America realizzati senza il rispetto degli standard di sicurezza, delle norme a tutela della salute dei consumatori, delle politiche ambientali e dei diritti dei lavoratori che gli agricoltori locali sono invece tenuti a osservare.

Carlo Loffreda, direttore di Coldiretti Torino, ha espresso con forza il malcontento degli associati: «Siamo stufi di subire le decisioni di una cerchia di tecnocrati e burocrati che risponde solo alla presidente Von Der Leyen. Dal futuro dell’agricoltura dipende una buona parte del futuro dell’Europa; non può essere una materia demandata a un gruppo ristretto che opera senza ascoltare gli agricoltori».

Nelle settimane a venire, Coldiretti Torino ha già programmato una serie di assemblee territoriali per confrontarsi direttamente con le aziende agricole sulle strategie sindacali e sulle prossime politiche da adottare.

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