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Lo scontro politico
10 Marzo 2026 - 20:13
Lo sgombero delle piscine Sempione
«Tutti i torinesi sanno quali compiti sono dati alla locale: fare cassa invece di presidiare il territorio». Una stilettata non casuale, quella di Maurizio Marrone, esponente FdI della Giunta Cirio con deleghe alle Politiche Sociali, rivolta all'assessore alla Sicurezza di Palazzo civico Marco Porcedda.
«Il Comune dovrebbe pattugliare l'area con vigili di quartiere per impedire i re-insediamenti delle persone sgomberate», aggiunge ancora Marrone.
Cui arriva la pronta replica: «Attribuire alla polizia locale compiti di pubblica sicurezza dimostra una scarsa conoscenza delle competenze del Corpo oltre al tentativo di distrarre l’attenzione da una necessità prima di tutto di assistenza, verso persone affette da dipendenze». Tendenzioso e poco competente, sembra voler dire Porcedda.
Un botta e risposta serrato, quello tra i due assessori, che vede al centro della contesa, ancora una volta, le ex piscine Sempione, il cui sgombero a più riprese viene rivendicato ora dall'uno, ora dall'altro. Neanche il tempo della buona notizia, insomma. Quella che vede ieri, ufficialmente, l'approvazione del progetto di project financing da parte del gruppo Supera - che gestisce già decine di impianti sportivi tra Spagna e Portogallo - per fare dell'ex "tossic park" un centro sportivo polifunzionale di ultima generazione con piscine, spazi per fitness e altre discipline come basket e volley sui circa 23mila metri quadrati di Barriera abbandonati.
Negli ultimi anni, infatti, l’area è stata più volte segnalata per situazioni di degrado, con presenza di spaccio e consumo di droga. La zona compresa tra il parco Sempione e le vecchie piscine era diventata un vero e proprio «fortino dei tossici». Durante l'ultimo intervento delle forze dell'ordine, lo scorso 4 marzo, erano state 50 le persone ritrovate, 14 delle quali denunciate.
E in seguito sarebbero aumentati i contatti con le persone tossicodipendenti da parte della task force regionale dell’Asl (circa 70 ad uscita), nella maggior parte dei casi dipendenti dal crack: «Prevalentemente uomini stranieri giovani e stranieri, ma circa il 20% dell’utenza è composto da giovani donne italiane», dice Marrone in risposta a un question time del consigliere regionale M5S Alberto Unia, che gli dà il "la" per la frecciatina al Comune. «La Regione fa la sua parte – dice il futuro candidato sindaco – ma sarebbe più facile contrastare il degrado se la Città pattugliasse la zona con vigili di quartiere per evitare nuovi insediamenti».
Dichiarazioni che generano l'inviperita risposta di Porcedda: «Sicuramente sarebbe utile se venissero destinate più risorse all’Asl per incrementare l’offerta di servizi piuttosto che provare a scaricare la responsabilità su altri». Duro anche il commento di Unia, secondo cui «gli sgomberi non risolvono il problema ma servono solo alla propaganda», e che chiede «un piano strutturale di intervento socio-sanitario, basato su rafforzamento dei servizi per le dipendenze, riduzione del danno e presa in carico sociale».
La questione, insomma, sembra tutt’altro che chiusa.
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