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Il caso

Giorgio Rossetto resta ai domiciliari, il Tribunale di sorveglianza rinvia la decisione

La giudice vuole approfondire il caso legato all’intervista dopo lo sgombero di Askatasuna

Giorgio Rossetto resta ai domiciliari, il Tribunale di sorveglianza rinvia la decisione

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino ha deciso di rinviare al 17 febbraio la decisione sulla richiesta di revocare gli arresti domiciliari di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese. La richiesta del carcere era motivata da un’intervista rilasciata dallo stesso Rossetto a Radio Onda d’Urto poche ore dopo lo sgombero di Askatasuna. Nel corso dell’udienza, la giudice ha espresso dubbi significativi. Il caso, ha spiegato, riguarda essenzialmente un reato di opinione, e non esistono al momento restrizioni alla comunicazione per Rossetto, spesso invece previste in situazioni analoghe. La difesa ha inoltre sottolineato come, al momento della richiesta della procura, la pena di Rossetto sarebbe dovuta terminare nel marzo 2027; nel frattempo, un nuovo provvedimento ha accorciato la scadenza al 14 marzo di quest’anno, data a partire dalla quale il militante dovrebbe poter tornare libero, pur con le misure di sorveglianza speciale sospese. Il nodo della controversia sono le dichiarazioni rese nell’intervista. Rossetto aveva affermato: «bisogna accettare il terreno del conflitto, il terreno della lotta e qualche volta il terreno dello scontro, l’esercizio della forza da parte dei movimenti» e «sarà importante tenere il fiato sul collo in modo che sia lo stesso fiato sul collo che si tiene nelle montagne della Valsusa, per poter lavorare ad un logoramento dello schieramento avversario».

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