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Palazzi & Conti

Il Vaticano indaga sui conti del vescovo in Tesla (e che ama il surf)

Il cardinale Bertello ad Alessandria per verifiche su bilanci e operato di monsignor Guido Gallese

la diocesi di alessandria sotto la lente del vaticano

Da dieci giorni Alessandria ha un ospite d’eccezione: il cardinale Giuseppe Bertello. Inviato dal Dicastero dei vescovi, è chiamato a visionare i conti e a valutare il governo della diocesi guidata da quasi quattordici anni da monsignor Guido Gallese. Una presenza silenziosa, ma significativa, che in città ha acceso domande e riproposto nodi mai del tutto sciolti.


L’arrivo del Cardinale
Il mandato di Bertello arriva direttamente dagli uffici vaticani che vigilano sulle diocesi. L’agenda è riservata, la durata della permanenza non è nota. Quel che filtra, però, è chiaro: la Santa Sede vuole vederci meglio sui bilanci “di ieri e di oggi” e sul funzionamento della macchina di Curia. Non si parla di commissariamenti né di provvedimenti in arrivo, ma di una verifica di alto profilo.



I nodi sul tavolo
Intorno al vescovo Gallese, 64 anni, negli ultimi tempi si sono addensate critiche legate anche allo stile di vita: l’uso quotidiano di una Tesla privata, con cui si è presentato anche al pranzo di Natale dei poveri; una moto di valore; la ristrutturazione dell’alloggio vescovile dopo l’uscita, non priva di polemiche, dei frati cappuccini; la passione per il kitesurf, con più tavole e frequenti soggiorni in Sudamerica per allenarsi. Elementi che, nel sentire comune, hanno alimentato interrogativi sull’opportunità e sui costi, ora finiti sotto la lente di Roma insieme ai conti della diocesi.

Le difese della diocesi
Dalla Curia arriva una linea netta: niente allarmismi. «La visita va accolta con obbedienza, non come un’indagine interna» è il messaggio. Sul caso Tesla, il portavoce Enzo Governale richiama l’enciclica Laudato si’: «Il vescovo percorre migliaia di chilometri ogni anno e scegliere un’auto elettrica è un investimento consapevole per la sostenibilità e l’ambiente. L’auto comunque non è stata acquistata dalla diocesi». Resta la consapevolezza che i temi economici, quando si parla di Chiesa, scaldano sempre l’opinione pubblica.

Il profilo di Gallese
Originario di Levanto, laureato in matematica, ordinato sacerdote nel 1990, Gallese è arrivato ad Alessandria nel 2012 come “il vescovo più giovane d’Italia”. Ha puntato sui giovani, con attività dedicate e persino un podcast di omelie. Il rovescio della medaglia sono state accuse di inesperienza, mai del tutto sopite, con cui ha dovuto confrontarsi fin dai primi anni di episcopato.

Cosa succede ora
Le verifiche proseguono senza clamori: si passa al setaccio la contabilità, si ascoltano persone, si ricostruiscono procedure. A oggi non emergono tempi certi né esiti prefigurati. Il senso dell’operazione, fanno capire in ambienti ecclesiali, è garantire trasparenza e affidabilità nella gestione, tanto più in una fase in cui ogni scelta – dal bilancio all’auto del vescovo – diventa cartina di tornasole del rapporto tra la Chiesa e la comunità. Ad Alessandria, come altrove, la credibilità passa anche da qui.

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