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Personaggi & Cultura

Addio a Umberto Allemandi, aveva fondato Il Giornale dell'Arte

Il creatore dell'omonima casa editrice aveva 88: è mancato nel giorno del suo compleanno

Addio a Umberto Allemandi, l’uomo che ha cambiato per sempre il racconto dell’arte italiana

Il destino, a volte, sceglie simboli perfetti. È morto oggi, nel giorno del suo 88esimo compleanno, Umberto Allemandi: editore, fondatore dell’omonima casa editrice e anima instancabile de Il Giornale dell’Arte

Nel 1983 Allemandi fonda Il Giornale dell’Arte e ridefinisce i confini di una specializzazione: non più la cronaca d’arte come nicchia, ma un vero giornalismo capace di raccontare la filiera creativa, istituzionale ed economica. È qui che la sua impronta diventa metodo. Ritmo, verifica, linguaggio limpido e un’idea semplice e radicale: l’arte si racconta come si raccontano i fatti, con la precisione di una redazione e l’autorevolezza delle fonti. Da allora, la testata diventa la prima vera voce dell’arte italiana, un laboratorio permanente che mette in dialogo musei e mercato, scuole e collezioni, ricerca e pubblico.


Sotto la sua direzione, Il Giornale dell’Arte diventa un riferimento imprescindibile per storici dell’arte e direttori di museo, galleristi e antiquari, collezionisti e studenti. Non è un pubblico di passaggio, ma una comunità professionale che, numero dopo numero, trova strumenti, analisi, orientamento. In un Paese in cui l’arte è spesso «tradizione» prima ancora che «notizia», Allemandi ha imposto la notizia come forma della tradizione: cosa c’è di più italiano, dopotutto, che custodire il passato raccontandolo bene?

Fondatore anche della casa editrice che porta il suo nome, e oggi acquisita dalla Compagnia di San Paolo, Allemandi ha costruito un’officina editoriale coerente con la sua visione: rigore, affidabilità, continuità. La sua parabola personale coincide in larga parte con quella dell’editoria d’arte italiana, a testimonianza di una leadership discreta ma tenace. È la biografia di un “mestierante di qualità”, per usare una definizione antica e bellissima: il professionista che cura il dettaglio senza perdere la trama.


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