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Il fatto
26 Gennaio 2026 - 11:58
Ancora un assalto notturno riconducibile alla cosiddetta banda della marmotta. Questa volta nel mirino è finita Cumiana, dove i ladri hanno fatto esplodere un bancomat senza però riuscire a portare via il denaro. L’episodio si aggiunge a una lunga scia di colpi: almeno undici, tra tentati e riusciti, negli ultimi due mesi. L’esplosione è avvenuta intorno alle 3.30 nella filiale UniCredit di corso Vittorio Emanuele II 23. Anche in questo caso è stato utilizzato il metodo ormai collaudato della “marmotta”, una tecnica che prevede la perforazione dello sportello automatico con un trapano e l’inserimento di un ordigno artigianale. Si tratta di un contenitore a forma di cono, capace di ospitare fino a mezzo chilo di polvere da sparo, collegato a una miccia che viene innescata per far saltare la cassa e raggiungere il contante. Questa volta, però, qualcosa è andato storto. L’esplosione ha causato danni allo sportello e alla struttura dell’edificio, ma la cassaforte non si è aperta. Un’esplosione troppo potente, forse, che ha costretto i banditi a fuggire senza bottino a bordo di un’auto di grossa cilindrata.
Negli ultimi due mesi episodi simili si sono verificati a Poirino, Volvera, Piscina, Lagnasco e Morozzo nel Cuneese, oltre a Carmagnola, Druento, Cavour, Orbassano e Bruino. L’ultimo colpo, prima di quello di Cumiana, risale al 7 gennaio a Poirino. Il nome “marmotta” deriva proprio dal rumore emesso dall’ordigno pochi istanti prima dello scoppio, un fischio che ricorda il verso del roditore.Dietro questi assalti c’è un gruppo organizzato, che agisce con rapidità e precisione, studiando tempi e vie di fuga e utilizzando veicoli rubati appositamente per garantirsi una fuga veloce.
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