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Omicidio Poggi
27 Gennaio 2026 - 07:45
La difesa di Andrea Sempio ha avviato una nuova iniziativa giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. I suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, stanno infatti notificando alle parti coinvolte una istanza formale che sarà depositata presso la gip di Pavia, Daniela Garlaschelli.
L’obiettivo è ottenere un incidente probatorio che consenta di svolgere nuove analisi sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi, elementi ritenuti rilevanti nel procedimento riaperto poco più di un anno fa. Sarà la giudice a decidere se accogliere o meno la richiesta, dopo che tutte le parti saranno state ufficialmente informate.
A distanza di circa dodici mesi dalla riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia si avvicina a una fase decisiva. Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, è tornato formalmente sotto indagine per un fatto avvenuto nel 2007, accusa che l’uomo continua a respingere con fermezza.
Secondo le ipotesi più accreditate, dopo il deposito della consulenza di Cristina Cattaneo, nota patologa forense, l’inchiesta potrebbe avviarsi verso la chiusura, con una possibile richiesta di rinvio a giudizio per il 37enne. Gli approfondimenti medico-legali sulle cause della morte potrebbero infatti offrire nuovi elementi per la ricostruzione dei fatti.
La riapertura del fascicolo è stata autorizzata il 23 gennaio dello scorso anno, su impulso della difesa di Alberto Stasi, con il via libera della gip Garlaschelli. Al centro della decisione, ulteriori verifiche legate alla perizia genetica effettuata sulle unghie di Chiara Poggi, disposta nel 2014 durante il processo d’appello bis che portò alla condanna definitiva di Stasi a 16 anni di carcere.
Gli esiti più recenti hanno evidenziato la presenza di DNA compatibile con la linea genetica maschile della famiglia di Sempio, un risultato ritenuto coerente con le analisi dei consulenti della difesa di Stasi.
Oltre al profilo genetico, è tornata al centro del dibattito anche la traccia palmare individuata sul muro che conduce al seminterrato della villetta di Garlasco. Questi aspetti sono stati oggetto dell’ultimo incidente probatorio, concluso nel dicembre scorso.
Secondo l’accusa e i legali di Alberto Stasi, gli esiti degli accertamenti non lascerebbero spazio a dubbi. Di parere opposto, invece, la difesa di Sempio e la parte civile, che giudicano quelle conclusioni fuorvianti e poco utili, in quanto incapaci di ridefinire in modo credibile la dinamica della scena del crimine.
La decisione ora passa nuovamente alla giudice per le indagini preliminari, chiamata a valutare se autorizzare nuovi approfondimenti che potrebbero incidere in modo significativo sul futuro del caso.
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