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Violenza minorile in Italia: allarme dei giudici da Nord a Sud

Le Corti d’Appello segnalano un aumento record di reati commessi: baby pusher, omicidi e uso di armi tra adolescenti

Violenza minorile in Italia: allarme dei giudici da Nord a Sud

Da Milano a Catania, dai tribunali italiani arriva un segnale preoccupante: i reati commessi da minorenni sono in forte aumento, delineando un fenomeno di devianza giovanile che coinvolge tutte le regioni del Paese.

Le relazioni delle Corti d’Appello rivelano una tendenza in crescita, con giovani sempre più spesso protagonisti di episodi di criminalità organizzata e violenza. Secondo la Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, negli ultimi dodici mesi si è registrato un incremento del 40% dei “delitti contro la libertà sessuale” commessi da minorenni, includendo abusi e violenze di genere. Per la prima volta si contano anche procedimenti per omicidio e femminicidio nei confronti di ragazzi sotto i 18 anni.

La magistrata segnala inoltre l’aumento di scippi e rapine, spesso legati alla presenza di minori stranieri non accompagnati o di seconda generazione nelle periferie lombarde, che fanno parte dei cosiddetti “maranza”, gruppi di giovani devianti.

Anche al Sud la situazione è critica. A Catania, il presidente facente funzione della Corte d’Appello, Giovanni Dipietro, sottolinea tassi elevatissimi di devianza minorile, collegati a fenomeni di abbandono scolastico e dispersione, numeri che definisce da “Guinness dei primati”.

Nel Lazio e a Roma, il Procuratore generale Giuseppe Amato descrive una situazione drammatica nelle carceri minorili, con un aumento del 50% dei detenuti in meno di tre anni. Particolarmente rilevante il fenomeno dei “baby pusher”, minori dediti allo spaccio di cocaina e crack, che imitano comportamenti da boss.

A Napoli, il Procuratore generale Aldo Policastro segnala un utilizzo crescente di armi tra i più giovani, con 8 procedimenti per omicidio, 40 per associazione camorristica, 468 per armi e addirittura 4 per terrorismo solo nel 2025. Gli episodi di violenza tra giovanissimi, anche con ferimenti e omicidi, raggiungono livelli mai registrati in passato.

In Emilia-Romagna, la preoccupazione riguarda l’uso diffuso di coltelli e armi bianche tra adolescenti, fenomeno che spesso precede crimini più gravi. Il Procuratore generale Paolo Fortuna e l’Avvocato generale Ciro Cascone definiscono l’aumento del porto di coltelli “preoccupante e diffuso”.

Da Perugia, il Procuratore generale Sergio Sottani sottolinea come la violenza sia diventata un vero e proprio linguaggio giovanile, manifestandosi in bullismo online, risse di strada e aggressioni verbali o fisiche.

Infine, ad Ancona, la carenza di personale rischia di far sospendere le udienze al Tribunale dei Minorenni, aggravando ulteriormente la gestione dei casi di devianza giovanile.

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